Archivio del mese di febbraio 2008

Ecco l’errore di Maiani

feb 28

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Maiani’s Mistake

Volete sapere come si diventa presidente del CNR?

Basta sbagliare la scienza e amministrare male i soldi e gli scienziati.

Praticamente il Prof. Maiani ha confuso una cosa che pesa 3  con una che pesa 30.

Quando Fu nominato Dir.Gen.CERN il Prof. Maiani, produsse un deficit di 480+370=580 milioni di franchi.

documento-crisi.zip 
queste sono le pagine del rapporto pag. 7-60-61-62-63rapp-aymar-evidenziato.doc

su-maiani-3-crisi.pdf Articolo di Nature dove Maiani dichiara: “Sono distratto” e il Cern perde 480+370=850 milioni di franchi svizzeri= 510 milioni di Euro

La rivista NATURE chiese ed ottenne una commissione internazionale- Rapporto Aymar

ecco alcuni articoli di Nature:

su-maiani-crisi-2.pdf

su-maianicrisi.pdf 

su-maiani-4-crisi.pdf

I documenti provano che la scelta di Prodi e’ pessima.

Gli unici scienziati che difendono il Prof. Maiani sono Glashow e Parisi. Maiani Presidente INFN provocò malumore, malcontento, mancanze e malfunzionamento.

A pag. 29,30 del libro”Clocking and scientific research. The opinion of the scientific community” (Edited by: M.Macrì, National spokesperson of INFN Researchers S. Bellucci,Researchers co-spokesperson, Laboratori Nazionali di Frascati, S.Bianco, Researchers co-spokesperson, Laboratori Nazionali di Frascati, A.Sansoni, Laboratori Nazionali di Frascati) vi sono le reazioni di 3 premi Nobel, tra cui lo stesso Glashow al provvedimento del Presidente INFN dell’epoca (1998) Maiani per introdurre il cartellino per i ricercatori INFN.

pag29.doc

pag30.doc

A pag. 203-204 pag203.doc

  pag204.doc interventi di Altarelli (co-firmatario dell’articolo del 1974 contenente l’errore) e di Napolitano (ex vice presidente INFN).

Anche Giogio Parisi, che ha scelto Maiani a guida del CNR, si esprimeva a pag. 207 associandosi alla protesta dei ricercatori contro il cartellini voluto  da Maiani.pag207.doc

Questo l’articolo di Libero di oggi.libero-292.pdf

Gabriella Carlucci
 

RU 486.Morte in pillole, il programma sociale PD

feb 27

(DIRE) Roma, 27 feb. – “La morte in pillole, o pillole di morte
se preferite! Bastera’ sedersi comodamente sul divano, un sorso
d’acqua per assumere il pillolone magico che “sgonfia”, un po’ di
tv e qualche giornale per ingannare l’attesa, poi à i primi
effetti collaterali. Freddo, brividi, nausee, ancora crampi ed
emorragie . Il tutto senza alcun conforto medico o
spirituale per lenire l’agonia. Il finale e’ noto a tutti: il
decesso da infezioni”. Cosi’ Gabriella Carlucci (Pdl) descrive la
pillola abortiva Ru 486, per cui e’ arrivato un primo si’ alla
commercializzazione nel nostro Paese. Questo, spiega la deputata,
per “ricordare al ministro Turco che la Ru486, seppur vietata in
Italia, e’ in uso gia’ diversi anni (illegalmente) nelle diverse
case delle italiane, con effetti e traumi di non facile
archiviazione. Illegalita’- aggiunge Carlucci- che potrebbe
continuare verificarsi seppure il ministro ribadisce la sua
autorizzazione al farmaco esclusivamente in ospedale”.
   “Il punto- avverte Carlucci- e’ che il ministro Turco, adotta
il paravento dell’impiego nelle strutture ospedaliere, per
adombrare i veri pericoli per le donne, sia fisici che psichici,
che ricorrono all’aborto farmacologico. Ecco- conclude- il
programma sociale del Pd”.

Troppo potere ai media, servono correttivi, e non da meno…il buonsenso!

feb 27

intervento
On. Gabriella Carlucci

Dove sta andando il mondo dei media? E quali sono i pericoli che un’informazione e un intrattenimento senza “confini artistici”o senza rispetto della dignità costituiscono per le generazioni più giovani? Quali sono gli effetti  che comunicazione, pubblicità e intrattenimento producono su suoi utenti?Sono questi gli interrogativi che dobbiamo porci, per evitare che i mezzi di comunicazione prendano direzioni sbagliate e che a rimetterci sia il futuro e la formazione dei nostri figli.
Premetto che sono un’accanita sostenitrice della libertà di stampa, di importanza fondamentale per una società libera e democratica. Per rendersi conto di quanto importante sia stata questa conquista per le civiltà occidentali, è sufficiente pensare all’arretratezza e agli squilibri in cui versano alcuni paesi – Asia e Medio Oriente in cima alla classifica – in cui la libertà di stampa risulta minacciata, e i media devono fare quotidianamente i conti con la repressione o con la censura.
Tuttavia, libertà dei media significa anche rispetto delle regole professionali, del buonsenso, e della sensibilità dei diversi interlocutori. I minori per primi. E’ di qualche giorno fa la polemica nei confronti di Sony e di Mtv per aver mandato in onda il video di una donna tagliata a pezzi invocando la libertà artistica.

La matassa di questo paradosso non è facile da sbrogliare. Il diritto a ricevere e fare comunicazione (art. 13) e il diritto alla tutela da una comunicazione nociva ( art. 17) sono concetti chiaramente richiamati dalla Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia. Ciò significa che, una buona informazione, deve fare riferimento anche alla responsabilizzazione sociale. Se il tempo trascorso dai bambini davanti alla tv o in internet o con i videogiochi è pari, se non superiore, al tempo trascorso a scuola, possiamo a buon diritto definire i media una sorta di agenzia educativa che concorre alla formazione dei ragazzi. Di qui scaturisce una responsabilità dei media nei loro confronti, che non si deve configurare solo come tutela e protezione da contenuti potenzialmente dannosi, ma anche come promozione di contenuti funzionali ad una formazione psicofisica equilibrata.

Dai cartoni animati alle figurine adesive, da internet ai videogiochi, dai cartelloni pubblicitari alle raffigurazioni stampate sui capi d’abbigliamento per ragazzi, per finire al cellulare, nel panorama multimediale attuale questi strumenti stanno divenendo i mezzi preferiti di comunicazione interpersonale delle giovani generazioni. Il padre del villaggio globale, Marshall McLuhan, parlava dei media come estensione delle facoltà sensoriali dell’uomo. Figuriamoci cosa accade nell’encefalo di un ragazzo! Occorre, quindi, da una parte che questi strumenti tengano conto della sensibilità e della fragilità dei loro interlocutori, amputando ogni modello violento o diseducativo che possa nuocere alla loro crescita, e dall’altro insegnare ai ragazzi a decodificare i messaggi di allarme contenuti in essi.
Il comitato di controllo media e minori nel suo consuntivo 2007,fa rilevare una accentuazione in termini preoccupanti, nei numeri e nei toni, della programmazione violenta, soprattutto in film,telefilm,trasmissioni informative,compresi i tg e persino i cartoni dedicati ai bambini.
Infatti delle 37 violazioni rilevate,ben 23 riguardano la violenza nelle sue diverse accezioni:psicologica,fisica,verbale,singola,di branco,nella scuola,negli stadi. Tutti casi nei quali si può generare emulazione,ma soprattutto  fornire una distorta visione del mondo,che alla lunga può
creare un atteggiamento di indifferenza nei confronti della violenza, mentre il persistere di rotocalchi informativi dedicati alla nera e al gossip può indurre ad un rapporto con gli altri tra lo sfiduciato e l’irresponsabile.

Se si arriva, come oggi con questo convegno, a dedicare un focus all’analisi dei linguaggi multimediali e alla responsabilità sociale dei media, in rapporto alla loro influenza sull’educazione e sulla formazione adolescenziale, è perché qualcosa è andato storto. Negli anni, troppe volte i mezzi di comunicazione hanno accarezzato l’esagerazione, moltiplicando i fenomeni di bullismo, violenza o emarginazione sociale. Una preoccupazione che, qualche settimana fa, ha addirittura scatenato una “tirata d’orecchie” ai media, dal Santo Padre.

Un appello articolato, centrato sull’importanza della responsabilità sociale dei media nell’educazione dei bambini e su come valorizzare “quello che è esteticamente e moralmente eccellente”.  Di fronte ai contenuti feroci, spiega il Papa, i bambini “devono essere aiutati a sviluppare la propria opinione, la prudenza e la capacità di discernimento”. In questo senso, l’auspicio è che “i responsabili dell’industria dei media formino ed incoraggino gli operatori del settore a salvaguardare il bene comune, a sostenere la verità, a proteggere la dignità umana individuale e a promuovere il rispetto per le necessità della famiglia”. “E’ perversione ogni tendenza a produrre programmi, compresi film d’animazione e videogames, che in nome del divertimento esaltano la violenza, riflettono comportamenti anti-sociali o volgarizzano la sessualità umana”.

Non sono parole infarcite da una moralità cristiana – come a qualcuno piacerebbe polemizzare. L’appello del Santo Padre alla responsabilità civica dei media, è l’appello che ogni genitore – io per prima come mamma  – deve saper cogliere affinché, all’insegna di un giusto pluralismo mediatico,  si sappiano scegliere gli strumenti più leciti ed idonei ad una serena crescita dei nostri figli.

Chiamiamola infoetica, chiamiamola etica giornalistica, chiamiamola responsabilità sociale dei media, chiamiamola coscienza professionale. Il concetto è che il quarto potere non deve sconfinare fino a condizionare negativamente la crescita dei nostri ragazzi. In fondo, se si chiamano media, è perché devono soprattutto mediare i loro significati a seconda della comunità di utenti. Oggi  la politica, il parlamento sono qui per ascoltare.Devono recepire suggerimenti e spunti per mettersi al servizio degli operatori dei mass media ed eventualmente elaborare dei provvedimenti condivisi per evitare che i media stessi diventino il megafono di idee e visioni della realtà spesso fuorvianti.

La responsabilità sociale dei media

feb 26

Posso vedere i cartoni? Mi compri le figurine? Posso giocare con la play? Mi prendi un fumetto? Posso navigare? Quante volte i genitori di tutto il mondo si sono sentiti rivolgere queste domande e quante volte la risposta e stata un sì, accompagnata, come ovvio, dalla raccomandazione di finire i compiti o di non stare troppo davanti allo schermo. Non basta, però, accontentarsi di un generico invito a preservare la vista e lo studio, è dovere d’ogni genitore accertarsi di cosa vede o legge, il proprio figlio. Benedetto XVI, dall’alto del suo magistero religioso e morale, è intervenuto sulla questione rilevando come i mezzi di comunicazione di massa, oltre a dare un apporto positivo alla comprensioni tra i popoli ed alla democrazia: ” Non manca, purtroppo, il rischio che essi si trasformino invece in sistemi volti a sottomettere l’uomo a logiche dettate dagli interessi dominati del momento. È’ il caso di una comunicazione usata per fini ideologici o per la collocazione di prodotti di consumo mediante una pubblicità ossessiva. Con il pretesto di rappresentare la realtà, di fatto si tende a legittimare o ad imporre modelli distorti di vita personale, famigliare o sociale. Inoltre per favorire gli ascolti…non si esita a ricorrere alla trasgressione, alla volgarità, e alla violenza., inoltre vengono proposti e sostenuti modelli di sviluppo che aumentano senza ridurre il divario tecnologico tra paesi ricchi e quelli poveri.”
Una lucida e spietata analisi che non ha bisogno d’ulteriori commenti.
Qualche utile idiota, però, sostiene, il Papa è il Capo di uno Stato estero, dunque non ha titolo per intervenire sulle questioni italiane: è una stupidaggine siderale, dunque, conviene raccogliere e rilanciare le parole di Sua Santità, soprattutto per costringere ognuno a riflettere sulle proprie responsabilità.
Primi, fra tutti, i genitori, me compresa.  Non possiamo cavarcela con qualche sbirciata o con qualche generico richiamo, l’impegno all’educazioni dei figli deve essere una costante, non una variante umorale. Senza evocare un clima da caserma (sono figlia di un soldato) e sapendo che ognuno ha i guai suoi, in casa ci deve essere quel “rigore dolce” che indichi quali i diritti e  quali i doveri, quale la vita reale e quale la fantasia. Questo non ci mette al riparo da nulla, ma figuratevi non farlo! La scuola è un altro luogo determinante per l’educazione all’uso dei mezzi di comunicazione.
In alcune scuole, già nei primissimi anni dell’apprendimento, si è introdotto l’uso del computer, un iniziativa  che introduce ad un uso intelligente del mezzo. Nessuno s’illuda, però, che questo basti!State tranquilli, si fa per dire, i nostri figli sono in grado di navigare ovunque. A questo punto, inevitabilmente, s’introduce la responsabilità sociale dei mezzi di comunicazione. Siamo e saremo sempre di più, se mi passate l’espressione,   in una “democrazia digitalizzata”, quindi dobbiamo saper conciliare il diritto sacrosanto ed inviolabile della libertà di parola, di pensiero e ovviamente d’immagine, con quello della salvaguardia dei valori e dei modelli di vita cui faceva riferimento il Papa.
Da questo sforzo di “conciliazione” non possono esimersi gli stessi operatori dell’informazione e dell’intrattenimento. Sono convinta che la globalizazzione, il mercato mondiale, le esigenze di competitive dell’impresa, non possono essere né sottovalute o ignorate, ma, tutti dobbiamo darci dei criteri, un codice (d’autoregolamentazione per le imprese), condiviso e fruibile. Non ho ricette in tasca, ne immagino forme di censura preventiva, ma quando vedo, come ho visto, dei videogiochi con tanto di schizzo di sangue sullo schermo, reality show che di reale non ha neanche i nomi dei protagonisti, ma in compenso un’esasperata quanto inutile esibizioni d’amplessi, porno cartoons, manifesti pubblicitari con espliciti richiami sessuali, variamente orientati, ecco a questo punto è il caso di fermarsi e porsi qualche domanda.Per questo motivo ho promosso insieme alla vicepresidenza della Commissione Parlamentare per l’infanzia con l’onorevole Tancrini un incontro che ha per tema proprio la responsabilità sociale dei media per cercare insieme a tutti coloro che producono contenuti,idee per essere comunicatori responsabili.
(Per una responsabilità sociale nei media e nello show-business,Sala della Mercede,via della Mercede 55,ore 10,30 ROMA )

A tutti coloro che mi hanno scritto sulla questione della Presidenza CNR

feb 25

Rispondo a tutti insieme ringraziandovi delle vostre lettere anche quando sono inutilmente insultanti.
 Uno stato di diritto ha le sue regole. E’ stato fatto un bando pubblico per nominare il nuovo presidente del CNR. L’espletamento di un bando pubblico ha regole ben precise. La Commissione che lo gestisce ha il dovere di presentare una relazione per mostrare che la decisione è stata presa in maniera consona e del tutto trasparente. Se così non avviene, e così non è avvenuto, tutte le illazioni sono possibili. Si può pensare, per esempio, che si sia trattato di una decisione puramente partitica come lo stesso Parisi, Presidente della Commissione, ha difatti ammesso in sue dichiarazioni alla stampa e in una sua lettera. Esistono documenti ufficiali che mostrano la stretta vicinanza politica fra Mussi, Parisi e Maiani.
 Sembra che una quarantina di scienziati (neanche questo è sicuro) abbiano partecipato al bando. Parisi ha lasciato trapelare solo alcuni nomi dei bocciati. Bocciati peraltro a tempo di record. Sui giornali ha fatto più notizia il nome di qualche bocciato che non il nome del vincitore. Maiani avrà spazio sui giornali solo dopo che il suo nome sarà apparso fra coloro che hanno firmato la lettera contro il Papa. Parisi, operando nella massima segretezza, potrebbe aver lasciato trapelare i nomi di coloro che considera politicamente lontani o particolarmente antipatici semplicemente per umiliarli. Spero che non sia così ma la mancanza di qualunque documentazione rende lecito il dubbio. Dubbio anche avvalorato dal fatto che la Commissione ha voluto fare un bando pubblico. Poteva semplicemente guardarsi intorno e proporre una terna al Ministro. Invece ha preferito umiliare una quarantina di persone che, secondo quanto affermato dal sottosegretario Modica in Commissione Cultura della Camera, sarebbero delle semplici nullità rispetto a Maiani. Il buonsenso mi dice che non può essere così e per questo mi sono opposta attirandomi insulti di ogni genere per aver semplicemente fatto il mio dovere di membro dell’opposizione. Si ricordi inoltre che tutto questo è avvenuto a Camere sciolte.
 Concludendo mi sono convinta che Maiani non è il migliore scienziato possibile e immaginabile come vuol far credere una lobby scientifica molto potente che ha la Fisica delle Particelle come disciplina principale e la “Sapienza” come luogo di incontro preferito.
 Spero che al più presto si faccia un’attenta analisi su come vengono suddivisi i fondi pubblici per la ricerca. Che servano ad affrontare i gravi problemi del Paese e non solo a produrre tante pubblicazioni (anche sbagliate secondo Glashow) con tante citazioni per soddisfare la vanità di qualcuno.

Gabriella Carlucci
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Replica al direttore Sansonetti

feb 24

liberazione_su_maiani1.pdf

Egregio Direttore, avrei fatto volentieri a meno di scrivere, ma, dirigendo lei un organo di stampa comunista, è doveroso ristabilire da subito alcune verità  (materia che, insieme alla libertà, storicamente masticate poco, o meglio lo fate come vi pare).

Dunque: di Sanremo ne ho condotti due (1988 e 1990); non sono una soubrette ma una conduttrice televisiva; quando pargheggio in divieto di sosta pago le multe; non ho mai, ripeto mai, in vita mia  provocato incidenti transitando su corsie preferenziali e tantomeno parlando al telefono, figurarsi, poi, fuggire; infine non presiedo nessuna Commissione alla Camera dei Deputati. Insomma  non ne avete azzecata una: complimenti. Ma, i complimenti più sinceri li meritate quando voi, orgogliosi eredi degli oppressori di mezza Europa , insinuate che io possa essere una talpa eterodiretta. Ma di che parlate! In ogni caso siccome non è questo il problema, vi confermo quello che ho gia ripetutamente detto e scritto: uno che impedisce ad un altro di parlare è un fascista (anche se in Cambogia, Cuba, Cecoslovacchia e dintorni, erano all’ombra della falce e martello), e in una Repubblica Democratica è pienamente legittimato a dire e fare, quanto al rappresentare … .Questo è un linguaggio che capite? Bene, perchè il problema è tutto  lì.
Grazie per l’attenzione.

Gabriella Carlucci

Risposta a Glashow

feb 20

Dear Prof. Glashow

Regretfully, your letter to President Prodi did not address any of the questions I raised in my previous letter: you only badly insulted me.

I wish to inform you that the statements contained in that letter have been taken from Nature, from Lettere al Nuovo Cimento and from Italian newspapers. These statements have never been gainsaid.

Today I am writing to ask you a very simple question: if Prof. Maiani and his colleagues are – as you pointed out – “stellar luminaries”, how come they have not received the Nobel Prize yet? This is surprising, also knowing that Italian particle physicists (and particularly those based in Rome) are among the best funded in the world, both in absolute terms and with respect to the other branches of Physics.

I hope you will be so kind to reply to the points I raised without further insulting me. And I also urge you not to lie: I could easily surprise you.

Best regards,

Gabriella Carlucci
P.S. To protect me from being insulted any further, Enzo Boschi wrote a note (in Italian) on this whole issue. Could you please comment on it? It is evident that you can read Italian.
Caro Prof. Glashow,

Lei ha scritto al Presidente Prodi insultandomi brutalmente senza però andare alla sostanza delle cose.

La informo che i contenuti della lettera che ha suscitato la Sua ira vengono da notizie pubblicate su quotidiani italiani, su Nature e su “Lettere al Nuovo Cimento”. Notizie mai smentite. Le scrivo solo ora per porLe una semplice domanda:

se Maiani e i suoi amici sono, come Lei dice, luminari stellari stimatissimi in tutto il mondo, perché non hanno mai vinto il premio Nobel ? Eppure la Fisica della Particella italiana (e, in particolare, quella romana) è in percentuale e in valore assoluto fra le meglio finanziate al mondo.

Sperò mi risponderà senza insultarmi. E non dica bugie: potrei sorprenderLa.

Cordiali saluti.

Gabriella Carlucci

P.S. Enzo Boschi per difendermi dai suoi insulti ha scritto una nota sull’argomento. Mi faccia avere i suoi commenti

www.valorieliberta.wordpress.com

Ricerca. J’accuse di Gabriella Carlucci

feb 13

(DIRE) Roma, 6 feb. – “Nel proporlo alla presidenza del Cnr Luciano Maiani e’ stato definito fisico di alto profilo dotato di grandi capacita’ manageriali. Niente di piu’ falso”. Comincia cosi’ una lettera che Gabriella Carlucci, deputata di Forza Italia, invia al presidente del Consiglio, Romano Prodi, al ministro e al sottosegretario all’Universita’ Fabio Mussi e Luciano Modica, e per conoscenza ai componenti della commissione Cultura di Montecitorio e di Palazzo Madama.
Maiani, avverte Carlucci, “nel 1969 ha avuto la fortuna di lavorare per un semestre ad Harvard con Sheldon Glashow (Premio Nobel per la Fisica nel 1979) con i quale pubblico’ l’unico suo lavoro degno di interesse. Lavoro che firmo’- racconta- ma che chiaramente non capi’, visto che nel 1974 lo rinnego’, pubblicando un altro lavoro (nota bene: insieme a Cabibbo, Parisi e Petronzio) dove confusero particelle elementari di proprieta’ fisiche diverse. Successivamente- prosegue la parlamentare azzurra- Glashow addirittura si oppose a che Maiani ottenesse un posto di ruolo al Cern, poiche’ manifestamente non aveva capito una teoria di cui era autore. Cosa, questa, estremamente ridicola”.

Per Carlucci, pertanto, “tutto questo creo’ un notevole danno di immagine alla Fisica italiana e alla tanto pubblicizzata scuola romana della Sapienza: i famosi “eredi di Fermi” che ancora non hanno prodotto nulla di scientificamente rilevante, ma che sono molto abili nel procurarsi posizioni di potere: Cabibbo e’ stato presidente dell’Infn e dell’Enea, Petronzio e’ l’attuale Presidente dell’Infn, Parisi ha presieduto il Comitato di Alta Consulenza che ha portato Maiani alla presidenza del Cnr”. “Maiani- scrive poi la parlamentare di via dell’Umilta’- e’ stato presidente dell’Infn e Direttore del Cern provocando danni devastanti ad entrambe le istituzioni.
Particolarmente critica fu la sua gestione del Cern come e’ dimostrato da numerosi documenti (si veda, per esempio, Nature del 4 ottobre e dell’11 ottobre 2001)”. Letizia Moratti, allora ministro della Ricerca, osserva ancora Carlucci, “riusci’ a risolvere la crisi e impedi’ una bruttissima figura all’Italia.
Da ricordare che Parisi e Petronzio manifestavano nelle piazze italiane contro la Moratti, proprio mentre lei si impegnava a salvare la faccia (e non solo) al loro sodale Maiani”.

Il j’accuse della deputata di Fi si chiude cosi’: “tutto questo non potra’ essere dimenticato. Sarebbe pertanto utile per il bene di tutti e, soprattutto, del Cnr che Maiani facesse un passo indietro. Invito anche i colleghi della commissione Cultura del centrosinistra ad informarsi meglio prima di esprimere giudizi non basati sui fatti e chiaramente in malafede. Questo invito- afferma, infine, la parlamentare- e’ inoltre, particolarmente rivolto al sottosegretario Luciano Modica”.

Kill Pill

feb 1

vita

Il Washington Post festeggia i 35 anni dalla sentenza della Corte Suprema (la Roe v. Wade)che rese legale l’aborto negli Stati Uniti. In un articolo dai toni a dir poco idilliaci, racconta come il dibattito sulla pillola abortiva, sia un ricordo lontano.

Nel 2000 un nuovo sondaggio ha riportato che gli aborti si attestano al 14% del totale. La pillola, frequentemente chiamata “miffy”dal nome del principio attivo, “mifepristone” , e del marchio commerciale Mifeprex, viene usata da più di ottocentoquarantamila donne, secondo la Danco, produttrice del Mifeprex. L’allarme sulla kill pill proviene dal New England Journal of Medicine, dopo che la stessa Food and Drug administration (l’ente federale sul controllo dei farmaci) aprì un’inchiesta nel 2006 su 4 donne morte in California per infezione. In tutti i casi notificati le pazienti sono decedute una settimana dopo l’aborto medico e l’agente eziologogico della sepsi e’ stato identificato nel Clostridium Sordelli. I sintomi della sindrome da shock settico da C. Sordelli e’ atipica, ed inizialmente può essere confusa con gli effetti collaterali comuni di mifepristone/misoprostolo cioè crampi addominali, sanguimento vaginale, mal di testa, nausea , vomito e diarrea (continua…)


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