Archivio del mese di aprile 2008

Ballottaggi:spazzato via il malgoverno della sinistra

apr 29

 “Il ballottaggio romano indica due cose chiare ed incontrovertibili. La prima è che Roma non ne può più del buonismo di facciata e del malgoverno della città. La seconda è che il partito di plastica è quello democratico. E’ così evidente infatti il messaggio che esce dalle urne. Alla Provincia i diessini appoggiano il loro candidato Zingaretti. Mentre la Margherita è punita in città. In ogni caso un dato è certo: l’Italia e la sua capitale hanno una nuova classe dirigente che si chiama Popolo della Libertà”.  

Nassyria:due anni dai tragici fatti

apr 27

“27 aprile 2006: giorno in cui tre militari italiani sono morti durante un attentato a Nassirya. Carlo De Trizio(Bisceglie/Bari),  Nicola Ciardelli (Pisa)  e Franco Lattanzio (Pacentro/Aquila): sono i nomi di tre eroi italiani morti esattamente due anni fa per difendere la democrazia lontano dal loro paese, a Nassirya in Iraq. Stesso posto in cui altri connazionali hanno sacrificato la propria vita per costruire la pace. E’ giusto ricordare, a due anni dai tragici fatti, la memoria dei nostri soldati, sia come esempio per le giovani generazioni, ma soprattutto perché la buona battaglia per la democrazia si combatte tutti i giorni”.

Comunicato stampa

 On.Gabriella Carlucci

Cannabis, altrettanto illecito dovrebbe essere il consumo

apr 27

CANNABIS, Carlucci: altrettanto illecito dovrebbe essere il consumo 

“Se, come dice la Cassazione, rimane illecito penale coltivare qualche pianta di cannabis per uso personale sul balcone o nel giardino di casa, altrettanto illecito dovrebbe essere il consumo… direbbe Lapalisse. Pare che la cultura devastante del permissivismo lasci ancora ampi spazi di manovra alla devastazione delle menti e dei corpi dei nostri giovani. Sarà compito del nuovo Governo intervenire per porre un freno, in maniera definitiva., agli slogan “più spinelli per tutti”, in controtendenza con quanto fatto dall’Ex Ministro della Salute Livia Turco, che, tra i primi provvedimenti, ricordiamo aver insistito per il raddoppio della dose minima personale”.

 

Musica/Emule:Scaricare musica dalla rete e’ illegale, tranne che per Rutelli

apr 24

MUSICA/EMULE, Carlucci: SCARICARE MUSCIA DALLA RETE E’ ILLEGALE, TRANNE CHE PER RUTELLI “Dove può arrivare la psicosi elettorale! Il Vice Presidente del Consiglio e Ministro per i Beni e le Attività Culturali, On. Francesco Rutelli, in occasione di una serata dedicata alla campagna elettorale per il Comune di Roma, ha omaggiato i giovani presenti di una pen-drive con tanto di logo “under 30 per Rutelli”. La sorpresa arriva quando, consultando i contenuti della chiavetta,  si scopre che sono contenuti files di installazione di vari programmi tra cui eMule – noto software per scaricare illegalmente files protetti da diritti d’autore. Ora il popolo della rete penserà che sia legittimo scaricare musica, film e materiale coperto dal diritto d’autore. Ma si sbaglia di grosso. Non c’è dubbio che una poltrona al Campidoglio conti più del rispetto delle leggi italiane (che puniscono severamente chi scarica musica protetta dal diritto d’autore), ma quel che è ancor più grave, è la scarsa attenzione della sinistra nei confronti di un settore che quotidianamente vede vanificare gli investimenti, non di grandi industriali, ma di piccoli imprenditori, proprio per il loro disinteresse politico. Nella scorsa legislatura Rutelli come Ministro, insieme al carrozzone di deputati della sinistra più opportunista, hanno giurato di proteggere a spada tratta l’industria e la filiera distributiva del cinema e dell’home entertainment. Il famoso giuramento di Pinocchio che non poteva appartenere ai profani che hanno governato fino a ieri. Caro Rutelli, la sua faccia da bravo ragazzo è stata smascherata ancora una volta: tornerà a diventare un burattino di legno”. 

Beni culturali/Arcus:questo e’ il rispetto che Rutelli ha del denaro pubblico

apr 23

 LA CASTA ROSSA “Il Ministro uscente Francesco Rutelli non deve sentirsi immune dalle accuse nei confronti della “casta rossa”: una lobby che ha fatto dei soldi del contribuente una cassaforte personale per esaudire i desideri dei propri seguaci politici. Incurante del fatto che in Italia esistano sprechi amministrativi insanabili, Rutelli ha permesso che l’ARCUS diventasse un Ente finanziatore senza regole per il settore della cultura, delle arti e dello spettacolo. La capillarizzazione dello sperpero parte dalla sede dell’Ente, voluta  a tutti i costi in Via Barberini dal Direttore Generale Ettore Pietrabissa (già Vice Direttore Centrale per la finanza dell’IRI ai tempi di Romano Prodi e Membro del Comitato Euro istituito dal Governo Prodi nel giugno 1995), per un canone di locazione mensile pari a 18mila euro. Non si comprende perché sprecare soldi quando il MIBAC ha sedi idonee per accogliere un numero esiguo di persone quante sono quelle che lavorano per ARCUS (all’incirca 8 persone). Altra anomalia è come mai una società che dovrebbe contenere i costi – così come ha sempre affermato la Corte dei Conti – paga invece stipendi di 95.000  e 65.000 euro ad un  Direttore centrale non indispensabile, e di circa 65.000 euro al responsabile amministrativo. Senza contare che i rimborsi spese del Direttore generale ammontano mensilmente a oltre 2000 euro. Per soli scopi elettorali, la sinistra ha gettato alle ortiche i principi di trasparenza, efficacia ed efficienza della Pubblica Amministrazione, assumendo un comportamento scorretto e lesivo nei confronti degli addetti al settore, già fin troppo penalizzati dai ritardi delle sovvenzioni statali”.                                   

Roma:La sicurezza e’ una politica, non un collarino

apr 22

“Un’altra donna stuprata ad una fermata della Metropolitana, ed ecco uno dei maggiori responsabili del fallimentare “modello romano” sparare la sua ricetta: un bel collarino come i cagnolini da salotto. Nei salotti Rutelli e Veltroni vanno forte, peccato che i problemi della gente sono nelle strade, nelle piazze, nelle borgate, nei campi rom, sotto i ponti del Tevere, insomma laddove il “modello Roma” ha clamorosamente fallito. La sicurezza è prima di tutto una cultura ed una politica d’intervento, monitoraggio del territorio e repressione delle minacce, e non un braccialetto o un bel convegno. Le donne si difendono con una cultura di rispetto nei confronti della donna e della sua valorizzazione nell’ambito del lavoro e della famiglia, e soprattutto con una cultura della legalità e della sicurezza. Le donne del PDL sono tutte mobilitate in questo senso, e sono certa che un segnale forte arriverà anche dal candidato sindaco al Comune di Roma, Gianni Alemanno, e dal candidato alla Presidenza della Provincia di Roma, Alfredo Antoniozzi”.
 

La Carlucci possibile sottosegretario allo spettacolo

apr 21

Onorevole Carlucci possibile sottosegretario allo spettacolo

Su Libero di sabato 19 aprile 2008

Voglio raccontare come si costruisce un mostro:Gabriella la pazza al volante

apr 20

 

Tutto comincia quando, a pochi giorni dalla mia I^ elezione in parlamento per Forza Italia (quando si dice il caso), compare sulle pagine del “Corriere della Sera” una foto di scena  in cui mi si vede in sella ad una moto mentre parlo con due vigili.articolo
La didascalia, grosso modo,  recita: “La Carlucci, multata dai vigili perché guidava senza casco, e a cento all’ora…”; siccome quando la fantasia si scatena diventa inarrestabile, avrei pure detto: “Non porto il casco perché mi rovina i capelli”.
E’ una balla spaziale ( a fianco trovate le sentenze di condanna di I^,II^ e III^ grado del giornale e del suo fantasioso cronista), però resocontata dall’autorevole “Corriere”: è il primo tassello per la costruzione del mostro!
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Dopo qualche tempo la Carlucci, Deputato della Repubblica ormai assurta alle cronache come una che il Codice lo usa come gli pare, è pizzicata dalle “iene”con la Porsche (forse s’era una Trabant..) in divieto di sosta, non solo, ma si sarebbe giustificata con un laconico:”devo andare dal parrucchiere”. E’ un gioco da ragazzi indicarmi come pessimo esempio civico e lanciare strali contro l’arroganza del potere.
Il tutto, però,  avrebbe un altro significato se la foto fosse in campo lungo, dunque con la macchina visibile per intero e ben dentro le strisce che consentono la sosta ai Parlamentari.  E un altro tassello va a posto.
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In questa costruzione del mostro, ovviamente, non poteva mancare il fatidico:”lei non sa chi sono io!”.
La mitica frase l’avrei rivolta al vigile che mi stava, giustamente, multando perché circolavo con targa pari in giornata dispari (o viceversa).
Appena ritirato il verbale dal mio ufficio m’informano che le agenzie stanno già battendo la notizia dell’avvenuta contravvenzione, con l’aggiunta di particolari gustosi e palesemente falsi. Il lancio d’agenzia, infatti,  racconta di una furiosa Carlucci che scende dall’auto e proferisce le sciagurate parole. Per mia fortuna ero in macchina con un amico, che può testimoniare  che non sono mai scesa, né mi sono sognata di dire alcunchétestimonianza-mazzone-per-oncarlucci.doc
Il puzzle del mostro si va ormai delineando. Manca solo il tassello finale, quella che completa il lavoro: arriva  puntuale sotto  forma di un autobus.
Vengo, infatti,  accusata di aver tamponato un bus nel centro di Roma, mentre guidavo senza cinture e parlando al telefono, poi, da quella vigliacca che sono,sono pure scappata imboccando una corsia preferenziale. Non vi dico la quantità di moralizzatori di un tanto il chilo, che si sono scatenati per additarmi al pubblico ludribio: peccato che non ho mai combinato quell’iraddidio di tamponamenti e fughe di cui sono accusata: Comune e Atac, infatti, non   si sono sognati di farmi causa.
A questo punto, cementato dall’assioma “donna al volate pericolo costante”, il mostro aveva assunto le mie sembianze.

 

Economia e politica dello spettacolo.Carlucci&Barbareschi presentano la riforma del PDL

apr 10

cinema 

MODERNIZZAZIONE,LIBERALIZZAZIONE,

TECNOCRAZIA,MERITOCRAZIA
di Angelo Zaccone Teodosi (Presidente IsICult – Istituto italiano per l’Industria Culturale) 
 
Il Popolo delle Libertà ha presentato ieri al Teatro Valle di Roma, in un incontro promosso da Gabriella Carlucci   ( http://www.key4biz.it/Who_is_who/2007/12/Carlucci_Gabriella.html)                              , Responsabile Cultura e Spettacolo di Forza Italia, e Luca Barbareschi, candidato di Alleanza Nazionale, le proposte di riforma del settore dello spettacolo.

Modernizzazione, liberalizzazione, tecnocrazia, meritocrazia sono i concetti-chiave intorno ai quali ruotano le proposte : una legge-quadro sullo spettacolo dal vivo (teatro, in primis) ed una serie di “leggi di sistema” per gli altri settori, per arrivare poi ad un “testo unico” sullo spettacolo.

Lo Stato non deve investire meno, ma meglio, con una gestione più oculata e trasparente del Fondo Unico per lo Spettacolo (circa 500 milioni di euro l’anno). Nessuno deve ridurre il Fus, ma il Fus deve essere riformato, per verificare se è giusto assegnare 200 milioni di euro agli enti lirici e solo 8 milioni di euro alla danza.

Di fronte ad una platea qualificata di circa 200 operatori del settore (presenti tutti i “vip” dello spettacolo italiano, soprattutto a livello istituzionale-imprenditoriale, da Luciano Sovena a Filippo Roviglioni, da Tullio Camiglieri a Alberto Pasquale, ma anche con bei nomi del teatro, come Ivo Garrani), Carlucci e Barbareschi hanno presentato un set di proposte innovative, per alcuni aspetti “delicatamente” rivoluzionarie, destinate a scardinare la parte più conservatrice e conservativa dell’italico sistema dello spettacolo.

Senza dubbio, si tratta di interventi di modernizzazione radicale, impostati in chiave bi-partisan, come è stato riconosciuto da molti: non a caso, è intervenuto, manifestando la propria convinta adesione, anche Michele Placido, notoriamente schierato “a sinistra”. La presa di posizione ha fatto notizia, con il Corriere della Sera che ha dedicato oggi ampio spazio alla eterodossa sortita, riportando anche la posizione della storica Anac, ovvero di Citto Maselli, il quale ha riconosciuto che, se una iniziativa è valida, non ci si deve preoccupare più di tanto sulla “parte politica” che ne è promotrice.

Durante i lavori è emerso come ormai lo Stato centrale (Ministero) conti solo per un 30% nei finanziamenti alla cultura (1.860 milioni nell’esercizio 2006), una cifra quasi raggiunta dalle Regioni, che sono a quota 26 % (1.600 milioni), e ben superata dai Comuni, con il 44 % (2.800 milioni): ne deriva la necessità di una “cabina di regia” nazionale, che eviti gli sprechi e cerchi le sinergie.

In un documento tecnico di 40 pagine, fitto di analisi, di fronte ad una platea di operatori del settore, Carlucci ha illustrato (leggi la presentazione   http://www.key4biz.it/files/000090/00009072.ppt ), settore per settore, le criticità esistenti e gli interventi da mettere in atto dalla necessità di un maggiore raccordo tra gli enti lirici per ridurre i costi di produzione alla rifondazione di Cinecittà, che deve inglobare anche il Centro Sperimentale di Cinematografia, dalla creazione di compagnia nazionale per la danza ad un Ente Teatrale Italiano riformato per dare maggiore libertà agli operatori privati.

E’ emersa la volontà di imprimere al settore una azione di riforma radicale ma non aggressiva, che consenta di addivenire ad un rapporto ben temperato tra mano pubblica ed operatori privati, che riduca l’intervento diretto dello Stato (sovvenzioni) a favore dell’intervento indiretto (tax shelter ed altre agevolazioni fiscali).

Si prevede di sviluppare interventi a favore dell’impresa culturale, della creatività giovanile, e provvedimenti a tutela del welfare dei lavoratori dello spettacolo (per esempio, la pensione agli attori sulla base di 120 giorni all’anno di lavoro).

Carlucci ha richiesto che tutti i finanziamenti pubblici allo spettacolo siano trasparenti, costituendo una banca-dati nazionale alla quale possano accedere tutti i cittadini, che i dirigenti delle società pubbliche nel settore spettacolo vengano selezionati per bando pubblico internazionale.

L’esigenza primaria è l’efficacia e l’efficienza dell’intervento dello Stato nella cultura, garantendo la massima trasparenza.

Numerosi e qualificati gli intervenuti si sono avvicendati sul palco: il senatore Maurizio Sacconi (già Sottosegretario al Lavoro nel Governo Berlusconi), il Presidente dell’Agis Alberto Francesconi, il Presidente della Siae Giorgio Assumma, il Vice Presidente dell’Anica Riccardo Tozzi, il Sovraintendente del Teatro Stabile del Veneto Luca De Fusco, il Presidente della Fimi Enzo Mazza, il Presidente dell’Eti-Ente Teatrale Italiano Giuseppe Ferrazza, la Presidente della Confederazione Italiana delle Fondazioni e Associazioni a sostegno della Musica Lirico-Sinfonica e del Balletto Daniela Traldi, il Sovraintendente dell’Inda Fernando Balestra.

Quattro ore piene di dibattito, senza soluzione di continuità, e con una vivacità irrituale per un convegno : al di là dell’intervento “elettorale” di Gianni Alemanno, candidato a Sindaco di Roma per il Popolo delle Libertà, che ha proposto una politica culturale, per la Capitale, di tipo “strutturale” e non “evenemenziale”, il livello della manifestazione è stato tecnicamente elevato, come è stato apprezzato anche da partecipanti certamente non simpatizzanti per lo schieramento di centro-destra.

In particolare, Barbareschi ha sparato a zero contro alcune caste e lobby, che ingessano il settore e soffocano la libera creatività: è arrivato a definire l’Imaie una “associazione a delinquere”. Diffuse le critiche nei confronti della Rai (fatte proprie anche da Tozzi, a nome dei produttori cinematografici italiani), accusata di essere inadempiente rispetto alla sua “mission” di servizio pubblico non promuove in modo adeguato lo spettacolo, con particolare attenzione alla lirica, al teatro, alla musica classica, alla danza.

Non sono intervenuti né Berlusconi (impegnato in campagna elettorale in Sardegna) né Fini (che aveva assicurato la presenza, ma è stato bloccato da un contrattempo all’ultimo minuto), ma il Responsabile del Dipartimento Economia di Forza Italia per il Popolo delle Libertà, Pierluigi Borghini, ha manifestato la sua adesione alle proposte Carlucci-Barbareschi ed il Vice Coordinatore Nazionale di Forza Italia Renato Brunetta (e futuro Ministro per l’Economia, secondo alcuni osservatori) ha redatto un documento che è stato distribuito ai partecipanti (leggi il documento http://www.key4biz.it/files/000090/00009074.doc), che è in linea con la riforma-quadro illustrata ieri. In sostanza, la voce di Carlucci e Barbareschi non è “clamans in deserto”, ma sembra essere stata fatta propria da Berlusconi e Fini, quale che sarà il prossimo Ministro per la Cultura (il toto-nomine oscilla tra Letta e Bondi).

Una iniziativa senza dubbio di carattere “elettorale” (sia Carlucci sia Barbareschi sono candidati del Popolo delle Libertà, sebbene entrambi posizionati in collegi sicuri), ma dalla vocazione tecnica e discretamente super-partes.

Molti, nel settore dello spettacolo italiano, confidano che Carlucci e Barbareschi possano assumere un ruolo nel prossimo Esecutivo: sono entrambi due voci fuori dal coro, tecnicamente preparati, eterodossi ed anticonformisti. Ci sono le premesse per una vera “rivoluzione liberale” nell’italico settore dello spettacolo, dopo la grande delusione – diffusa, e riconosciuta anche in occasione della kermesse promossa qualche settimana fa dall’Anac – nei confronti della (non) politica culturale messa in atto da Rutelli. Sul sito di Radio Radicale, è disponibile la versione audio integrale del convegno
 

Creatività e industria culturale

apr 10

 
Convegno a Roma per una legge-quadro sullo spettacolo
Il 7 aprile presso il Teatro Valle di Roma, si è tenuto l’incontro “Una legislatura innovativa per lo spettacolo italiano”, che ha fatto il punto su una proposta di legge quadro sullo spettacolo, messa a punto dall’ on. Gabriella Carlucci, da presentare immediatamente nella prossima legislatura. Relatori: on. Gabriella Carlucci, on. Renato Brunetta, sen. Maurizio Sacconi, con interventi, fra gli altri del Presidente della Siae Giorgio Assumma, di Luca Barbareschi e Michele Placido. Moderatore: Angelo Zaccone Teodosi, Presidente IsICult. Fra gli argomenti trattati: lo spettacolo dal vivo, le linee guida per la riforma delle Fondazioni lirico-sinfoniche, oltre al pacchetto welfare per i lavoratori dello spettacolo, gli interventi per lo sviluppo del cinema italiano, fiscalità e mecenatismo per arte, cultura e spettacolo. Il Presidente Assumma ha ricordato come la difesa e il rispetto della proprietà intellettuale restino, in ogni ambito, i punti fermi della creatività e dell’ industria culturale nel mondo occidentale e ha sottolineato come la Siae, che conta oggi quasi 90 mila iscritti, non abbia mai ricevuto alcuna sovvenzione dallo Stato.
 


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