Una legislatura innovativa per lo spettacolo italiano

apr 10

Il Popolo delle Libertà annuncia la riforma del settore spettacolo: modernizzazione, liberalizzazione, meritocrazia. E una “cabina di regia” per gestire al meglio i 6,3 miliardi di euro che Stato, Regioni, Province, Comuni destinano alla cultura.
Roma, 7 aprile 2008 – Il Popolo delle Libertà ha presentato oggi al Teatro Valle di Roma, in un incontro promosso da Gabriella Carlucci, Responsabile Cultura e Spettacolo di Forza Italia, e Luca Barbareschi, candidato di Alleanza Nazionale, le proposte di riforma del settore dello spettacolo.
Modernizzazione, liberalizzazione, meritocrazia sono i concetti-chiave intorno ai quali ruotano le proposte: una legge-quadro sullo spettacolo dal vivo (teatro, in primis) ed una serie di “leggi di sistema” per gli altri settori, per arrivare poi ad un “testo unico” sullo spettacolo.
Lo Stato non deve investire meno, ma meglio, con una gestione più oculata e trasparente del Fondo Unico per lo Spettacolo. Nessuno deve ridurre il Fus, ma il Fus deve essere riformato, per verificare se è giusto assegnare 200 milioni di euro agli enti lirici e solo 8 milioni di euro alla danza.
Durante i lavori è emerso come ormai lo Stato centrale (Ministero) conti solo per un 30 % nei finanziamenti alla cultura (1.860 milioni nell’esercizio 2006), una cifra quasi raggiunta dalle Regioni, che sono a quota 26 % (1.600 milioni), e ben superata dai Comuni, con il 44 % (2.800 milioni): ne deriva la necessità di una “cabina di regia” nazionale, che eviti gli sprechi e cerchi le sinergie.

In un documento tecnico di 40 pagine, di fronte ad una platea di operatori del settore, Carlucci ha illustrato, settore per settore, le criticità esistenti e gli interventi da mettere in atto: dalla necessità di un maggiore raccordo tra gli enti lirici per ridurre i costi di produzione alla rifondazione di Cinecittà, che deve inglobare anche il Centro Sperimentale di Cinematografia, dalla compagnia nazionale per la danza ad un Ente Teatrale Italiano riformato per dare maggiore libertà agli operatori privati.

E’ emersa la volontà di imprimere al settore una azione di riforma radicale ma non aggressiva, che consenta di addivenire ad un rapporto ben temperato tra mano pubblica ed operatori privati, che riduca l’intervento diretto dello Stato (sovvenzioni) a favore dell’intervento indiretto (tax shelter ed altre agevolazioni fiscali). Si prevede di sviluppare interventi a favore dell’impresa culturale, della creatività giovanile, e provvedimenti a tutela del welfare dei lavoratori dello spettacolo (per esempio, la pensione agli attori sulla base di 120 giorni all’anno di lavoro).
Carlucci ha richiesto che tutti i finanziamenti pubblici allo spettacolo siano trasparenti, costituendo una banca-dati nazionale alla quale possano accedere tutti i cittadini, che i dirigenti delle società pubbliche nel settore spettacolo vengano selezionati per bando pubblico internazionale.
L’esigenza primaria è l’efficacia e l’efficienza dell’intervento dello Stato nella cultura, garantendo la massima trasparenza.

Tags: , , , , , , , ,

Lascia un commento


serverstudio web marketing e design