Pedofilia:occorre eliminare l’anonimato in rete per sconfiggere quella on line
“La pedofilia in rete è un problema drammatico. Quattro orchi travestiti da agnellini, coprendosi dietro il paravento dell’anonimato, usavano internet per i loro loschi traffici. Ci sono voluti ben due anni di indagini, lo sforzo di oltre trecento militari tra Carabinieri e Guardia di Finanza, migliaia di euro per la cattura di soltanto quattro uomini. L’eliminazione dell’anonimato in rete, invece, permetterebbe di risparmiare risorse economiche preziose per il nostro paese e liberare le forze dell’ordine da indagini lunghe ed estenuanti. E’ per questi motivi che mi batterò perchè la mia proposta di legge che intende porre una seria e rigorosa regolamentazione di internet venga approvata quanto prima. Essa si basa sull’eliminazione dell’anonimato, che finora ha permesso il proliferare della pedofilia in rete. Non possiamo aspettare oltre e permettere che la piaga della pedofilia online continui a diffondersi.”
Tags: anonimato, internet, minori, On. Gabriella Carlucci, Pdl, pedofilia, vice pres. commissione bicamerale per l'infanzia





Articoli
Gentile on.,
|Lasciato il 18 maggio 2009 alle 15:48|in questo blog sembra fare riferimento ad un fatto di cronoca. Può dare qualche dettaglio? Innanzitutto non dice cosa hanno fatto materialmente, perchè sono stati coinvolti così tanti carabienieri e finanzieri (non è la polizia postale che si occupa di internet?) e soprattutto di cosa sono accusati (molestie e commercio di materiale pedopornografico?)
Chiunque di noi si colleghi ad Internet è rintracciabile attraverso l’indirizzo IP che ci viene assegnato al momento della connessione, sia esso dinamici o statico. Si pensi che anche questo blog può tenere traccia di tutti coloro che si fermano a commentare o anche solo a visitare. In caso di reato, la polizia postale può richiedere tramite magistratura i tabulati delle connessioni al provider, e spuntare sotto casa del colpevole nel giro di mezz’ora. Dico questo con cognizione di causa, essendo un professionista del settore, spesso chiamato come perito di parte in occasione di sequestri di computer e quant’altro.
|Lasciato il 1 giugno 2009 alle 00:36|Se questa proposta venisse da un esperto/tecnico del settore sarei terrorizzato, tanto quanto sono terrorizzato tutt’ora dal terremoto che mi ha lasciato quasi senza casa e lavoro. La rete non si controlla Sig.ra Carlucci, soprattutto non si fa controllare da persone come Lei che scrivono proposte di legge su settori dei quali conosce solo per sentire dire. Fatela finita di voler mettere le mani su tutto quello che assume una dimensione “importante” e potenzialmente “ricca”.
|Lasciato il 1 giugno 2009 alle 21:39|Glielo dice un operatore del settore che, come vede, sta rilasciando il suo nome aziendale, la sua email e il suo sito web. La pedofilia? Nel suo testo non vedo nessuna soluzione al problema. Queste persone ignobili usano altri mezzo che non sto qui a spiegarle, si aggiorni Signora.
Cordialmente, P.A.
On. Carlucci,
|Lasciato il 10 giugno 2009 alle 22:52|sono un ingegnere informatico di 29 anni.
Mi piacerebbe che, oltre a spiegare in dettaglio l’evento a cui si riferisce, provasse ad effettuare ricerche su quanto sviluppato dalle più importanti case di software e ricerca informatica al fine di individuare il materiale pedopornografico e permettere alla polizia di stato di individuare i reati di pedofilia sul web ed i loro responsabili. Non credo ci sia bisogno di particolari provvedimenti e disegni di legge se non garantire alla polizia di effettuare il suo lavoro con i mezzi che il 2009 mette a disposizione. Questo a meno che la sua legge non abbia altri scopi, nel qual caso io non li ho compresi.
mi spiace, ma mi sembra che la sua idea nasce su presupposti non esatti: internet già OGGI non è anonimo.
infatti ogni volta che ci si collega alla rete abbiamo uno specifico IP.
questo articolo mi sembra più che altro disinformativo…
|Lasciato il 17 giugno 2009 alle 19:00|Un’altra imprecisione.
|Lasciato il 23 giugno 2009 alle 16:31|Sa che la maggior parte della pedofilia viaggia attraverso la posta normale?
Eliminiamo allora l’anonimato della posta.
Immagino che non abbia mai sentito parlare di indirizzi Ip che rendono già molto difficile l’anonimato in rete.
La maggior parte delle persone normali è già chiaramente rintracciabile attraverso il web.
Se ci sono voluti due anni probabilmente è anche perchè le forze dell’Ordine per ottenere certe autorizzazioni hanno bisogno di certi tempi ed è probabile che chi si occupi di pedofilia sul web non sia il primo che passa in campo informatico e che quindi sia dato ben da fare per nascondere le proprie tracce, o peggio, dirottarle su persone innocenti.
Eliminare l’anonimato in rete non servirebbe a nulla.
Saluti
On. Carlucci, niente di personale nel mio commento, non voglio offendere nessuno e spero sia pubblicato, ma ha la minima idea di cosa è questa bestia nera chiamata Internet? Non mi pare giusto che persone che pensano ad internet come quell’icona celeste chiamata “Internet Explorer” (o meglio Internet Explosion) sia il mondo crudele di cui si parla. Non sapete minimamente cosa sia l’infrastruttura di rete che usate. Pensate a queste luccicanti pagine web come unica espressione della RETE. Conosce la crittografia? Conosce tutti i metodi di offuscamento nella trasmissione di dati? Se forse conoscesse tutto cio’, non direbbe cose inesatte. La pedofilia e le mafie e gli hackari sono MOLTO piu’ avanti di chi fa’ le leggi. Studiate un po’.
|Lasciato il 21 settembre 2009 alle 15:47|