Facebook sempre piu’ pericoloso
L’assurda vicenda delle minacce al Presidente Berlusconi dimostra, ancora una volta, quanto pericoloso sia diventato l’uso e l’abuso di Facebook. Purtroppo la rete è diventata una giungla in cui vige l’assenza di regole e di sanzioni. Coprendosi dietro l’anonimato, molti utenti commettono reati gravissimi. E’ arrivato il momento di dare regole più severe a questo far west. Ho presentato una legge per eliminare l’anonimato in rete. Chiedo al Ministro della Giustizia Alfano di promuovere la calendarizzazione di questa legge per giungere ad una rapida approvazione in Parlamento del provvedimento.”
Tags: facebook, On. Gabriella Carlucci, Pdl, Pres.Berlusconi, vice pres. commissione bicamerale per l'infanzia





Articoli
Se la procura contatta Facebook puó risalire agli IP e tramite i provider ai nomi di chi ha creato il gruppo… É facile e funziona.
|Lasciato il 22 ottobre 2009 alle 17:17|Lei continua a chiedere qualcosa che giá c’é in Italia e in tutto il mondo, la tracciabilitá delle azioni illegali.
Quello che vuole fare lei, e cioé rendere pubblici i dati di chiunque frequenti la rete e pubblichi qualsiasi cosa non é molto dissimile dal controllo del web attuato dal Partito Comunista Cinese… non sará mica diventata comunista Onorevole?!
adesso presenterà un’interrogazione per indagare anche su TUTTI gli altri gruppi che auspicano la morte di qualcuno, vero?
|Lasciato il 24 ottobre 2009 alle 03:08|Anche il gattino Virgola ha diritto ad una scorta, suppongo.
Internet funziona benissimo così com’è, l’anonimato non esiste, figuriamoci l’anonimato su Facebook, che come lei saprà vanta numerose interrogazioni riguardo al suo spudorato uso dei dati personali degli iscritti, e oltretutto è l’unico social network dove ci si iscrive con nome e cognome, reali.
Le auguro buon lavoro.
I toni cosi’ drammatici e sensazionalistici da lei utilizzati, onorevole, mettono in luce due elementi: da un lato l’assoluta carenza conoscitiva in merito a quello che lei vorrebbe regolamentare, ispirandosi proprio al regime totalitario cinese, e dall’altro la volonta’ di tutelare ben altri interessi rispetto a quelli dichiarati (ricordo a tutti che la proposta di legge menzionata e’ stata redatta da Davide Rossi, presidente di Univideo). Sappiamo tutti, onorevole, che i ‘reati gravissimi’ di cui lei parla consistono in realta’ nello scambio di canzonette o vecchi film.
|Lasciato il 28 ottobre 2009 alle 16:10|Allora, onorevole, perche’ non dare il buon esempio costringendo chi lascia commenti sul suo blog (e chi, approvando la loro moderazione, li pubblica materialmente) a fornire nome, cognome, codice fiscale e indirizzo di residenza?
|Lasciato il 29 ottobre 2009 alle 14:21|