Il problema dell’anonimato in rete

dic 14

Internet e i social network stanno diventando, ogni giorno di più, canali e strumenti di diffusione di odio e veleno. I gruppi nati su Facebook per inneggiare alla vile aggressione, subita ieri a Milano dal Presidente Berlusconi, provano, ancora una volta, che è giunto il momento di eliminare definitivamente l’anonimato in rete. Chiedo al Ministro Maroni ed al Ministro Alfano, il quale tempo fa aveva annunciato provvedimenti in tale direzione, di appoggiare la mia proposta di legge anti-anonimato presentata alla Camera dei Deputati qualche mese fa. Un provvedimento che non è contro la rete, non è contro la libertà di espressione, ma contro i criminali che abusano di Internet per infrangere la legge. E’inconcepibile ed inaccettabile che al gesto incontrollato di un folle sia seguita l’adesione fredda e cosciente di migliaia di persone. I social network non sono più luoghi di incontro e socializzazione virtuale. Si sono trasformati in pericolose armi in mano a pochi delinquenti che, sfruttando l’anonimato, incitano alla violenza, all’odio sociale, alla sovversione.”

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32 commenti a “Il problema dell’anonimato in rete”

  1. passante scrive:

    Ottima idea. Concordo in pieno. L;informazione ed internet in genere sono solo dannose.

    Purtroppo pero’ vedo la cosa molto difficile da realizzare trecnicamente. Ma forse lei ha trovato il modo di fare meglio dei cinesi, visto che in cina al momento i “contributi anonimi” sono purtroppo ancora fattibili.

  2. Simone scrive:

    Mettiamo in ordine le cose, i social network non sono questo ricettacolo di pazzoidi che state cercando di far passare nell’opinione pubblica, che si sa in Italia s’informa nella maggioranza dei casi tramite la televisione, ormai asservita ed appiattita sulle linee governative, poi in secondo luogo non mi sembra di aver visto queste migliaia di “facinorosi cattivissimi violentissimi” nei social network, anzi la quasi totalità delle persone ripudia la violenza come principio base della Democrazia, poi qualche sfottò ci stà, ma se andiamo ad analizzare gli eventi nella loro essenza ci troviamo di fronte ad una realtà che avete, ad arte, ribaltato il clima di esasperazione violenta alla ricerca dello scontro lo state perpetrando da mesi ormai, ed in questo campo il Presidente del consiglio ne è maestro, dichiarazioni contro tutti i poteri di equilibrio dell’ordinamento Costituzionale, l’insistenza con cui cercate di legittimare una presidelianzialismo “de noartri”, la coalizione di CDX ha ottenuto la maggioranza dei voti alle ultime elezioni, e Berlusconi è stato indicato dallo schieramento politico risultato maggioranza come Presidente del Consiglio che ha ricevuto l’incarico dal Presidente Della REPUBBLICA, i cittadini non hanno eletto Berlusconi…quindi torniamo con i piedi per terra, state a più riprese e con scarsi risultati cercando di limitare le libertà individuali della cittadinanza, e vi spacciate per partito delle libertà, la domanda è una sola le libertà di chi?
    Di chi può permettersi di evadere il fisco, di portare capitali all’estero tanto poi ci fanno lo scudo fiscale e con una fesseria li ripuliamo, a quali principi democratici e liberali v’ispirate visto che ora state vaneggiando di chiudere la rete sullo stile di cina e iran, come non vi bastassero gl’assurdi freni che avete imposto con la normativa pisanu che di fatto ci colloca negl’ultimi posti in Europa per la fruibilità di internet wireless…ora basta con l’anonimato …be lasci che glielo dica, è come cercare di asciugare il mare con una spugna…ma siate seri, e smettetela con queste fesserie e preoccupatevi delle ditte che chiudono, della crisi che incombe, della mancanza di lavoro, questi si che sono fattori che creano tensioni e violenza sociale, altro che internet o forse avete paura di un canale informativo che non potete imbrigliare…?

  3. Pier Paolo Orioli scrive:

    Onorevole Carlucci é mai entrata su Facebook? Ha notato che di fianco ad ogni cosa pubblicata c’è un nome, un cognome ed una foto? Ci può spiegare allora la necessità di questa sua fantomatica legge? Grazie.

  4. Celestina scrive:

    Piu’ che legge anti anonimato sarebbe un provvedimento contro il buon senso e il buon governo. Chi esprime un’opinione di dissenso rivolta all’operato suo padrone, cara onorevole, non e’ ne’ un sobillatore ne’ un agitatore. E’ sintomo di una notevole ignoranza il credere che limitare la liberta’ di espressione con censure, filtri e divieti comporti qualcosa di differente dall’aumento del disgusto verso la vostra dittatura. Non c’e’ nulla di costruttivo nel frignare e piagnucolare con il ritornello ‘chiudiamo Internet’.

  5. Leonardo Viscuso scrive:

    onorevole, come sempre sembra proprio che lei faccia di tutta l’erba un fascio.. proprio come quando augurò all’interno di un dibattito a quel suo avversario politico che sua figlia venisse adescata da un pedofilo su facebook. certo, è orrendo che molte persone si iscrivano o solo pensino di iscriversi a gruppi del genere, ma la verità è che questi gruppi non fomentano l’odio, semplicemente lo mostrano e lo rendono pubblico. l’odio è creato dalle dichiarazioni provenienti dai media tradizionali perchè le persone se le sentono calare dall’alto e non poter rispondere con la stessa risonanza, sentirsi impotenti, le rende frustrate. la rete, questi gruppi, costituiscono invece uno sfogo e non un’occasione per aumentare il proprio odio.
    inoltre chi si iscrive a questi gruppi è solo una parte infinitesimale dei frequentatori della rete, non la maggioranza. sta comunque a voi, classe dirigente, dare una risposta a queste grida che altro non sono se bisogno di far sentire la propria voce e la propria rabbia

  6. Stefano Bogatto scrive:

    Mi pare che si stia perdendo la testa, nessuno può inneggiare all’atto di un malato di mente contro il presidente del consiglio, è stato un atto inqualificabile che giustamente verrà punito per quello che è. Vorrei solo rimarcare alcuni aspetti: lei che parla di evitare l’anonimato nel web perchè non dice nulla sul fatto che alcuni gruppi di facebook che nulla avevano a che fare con il sig. berlusconi, ma avevano ben più elevate e serie aspirazioni (per es.: “solidarietà ai terremotati” o quelo contro fb a pagamento) siano stati trasformati da anonimi, ma ne siamo poi certi?, in un gruppo “solidarietà a silvio berlusconi”? Se si pretende che certi comportamenti siano la base del dialogo civile, mi pare che quanto meno la richiesta dovrebbe essere a doppio senso e se poi andiamo ad approfondire la questione sotto l’aspetto giuridico allora, mi scusi ma è ben più grave qualcuno che “ruba” la mia identità per farne un uso personalissimo per suo interesse. Vede forse quanto non riuscite a comprendere è che il fiorire dei gruppi nei social network è qualcosa di spojtaneo, in molti casi senza nessun intento illegale, che in fondo hano solo il pregio di portarci a scoprire che le idee, per carità giuste o sbagliate che siano, di ognuno di noi trovano consensi in giro, un po’ come quando si scambiano quattro chiacchiere fra persone che non si conoscono e si scoprono pensieri comuni, la rete aiuta semplicemente alla diffusione. Ma per favore non caschiamo nell’errore di demonizzare uno strumento che ci permette di studiare, informarci e lavorare. Sta ad ognuno di noi ragionare su cosa sia giusto e cosa sia estremamente sbagliato, non perchè ce lo impone una classe politica, ma perchè l’etica, la morale e la cultura che abbiamo ricevuto ci indicano la strada. Per quanto mi riguarda sono stato, sono e sarò sempre un fiero oppositore di berlusconi, non apprezzo nulla dell’uomo e nemmeno della politica che porta avanti, utilizzo la rete per esprimere le mie opinioni (almeno fino a quando mi sarà permesso) ma sull’aggressione ho espresso chiaramente il mio parere e sicuramente non nella direzione di inneggiare al sig. tartaglia, nonostante le mie posizioni politiche. Su questo vorrei che fosse portata la riflessione, perchè in caso contrario il punto di approdo non sarà degno di una nazione che per secoli è stata la patria della cultura e della civiltà, e ahimè i segnali che da alcuni anni leggiamo stanno andando verso un imbarbarimento delle relazioni, verso la negazione di un dialogo tra le parti e, per favore, non raccontiamo la favola che è tutta colpa della sinistra, in quanto anche nella destra ci sono elementi di cui dobbiamo vergognarci come italiani per la volgarità e l’arroganza che esprimono.
    Stefano Bogatto

  7. Ignazio Filice scrive:

    L’anonimato non esiste… lo chieda ad un perito forense… altrimenti il loro lavoro non servirebbe… come fanno, altrimenti, a rintracciare le persone su internet ? lo chieda anche alla polizia postale… credo che periti e polizia postale siano competenti in materia… anch’io ero iscritto ad un forum ridenominato da qualcuno… sono colpevole per caso ? non credo… semmai lo sono gli amministratori… deve chiedere consigli alle persone esperte e a tecnici competenti non al primo che passa…

  8. Byron Borst scrive:

    Ma da quando in qua Facebook sarebbe “anonima”? È un sistema che funziona esplicitamente con Nome e Cognome scritti in chiaro, grande e grosso, di ogni singolo utente, fondatori di gruppi compresi.
    In che modo il nome e cognome è per lei una forma di anonimato?
    Le faccio ad esempio notare che il suo sito, per inserire i commenti chiede obbligatoriamente il nome, e soltanto quello, senza specificare che debba essere il Nome, e senza richiedere il Cognome.
    Il suo sito, inneggia molto più all’anonimato di quanto non abbia mai fatto Facebook (che in effetti non lo ha mai fatto) mi stupisco che Facebook stessa, non la denunci per grave diffamazione a un mezzo che incita invece da quando esiste a presentarsi in rete con il proprio Nome, il proprio Cognome, la propria faccia.

    Facendo molto più di quanto un disegno di legge cinoiraniano possa tentare di fare.

    Buonagiornata

  9. temp14/12/09 scrive:

    Le parole che seguono non sono mie cito un articolo pubblicato su downloadblog.it in seguito alle parole di Eric Schmidt (CEO di GOOGLE)

    http://www.downloadblog.it/post/11450/bruce-schneier-risponde-al-ceo-di-google-eric-schmidt-sulla-privacy

    Il famoso esperto in sicurezza informatica Bruce Schneier ha risposto dal proprio blog alle parole pronunciate l’altro giorno dal CEO di Google Eric Schmidt, secondo il quale in soldoni le persone non dovrebbero commettere le azioni che non vogliono far conoscere sul web, aprendo una visione sulla privacy decisamente inquietante.

    Schneier ha in realtà quotato sé stesso dal 2006 con delle parole che vale la pena tradurre:

    La privacy ci protegge dagli abusi di chi detiene il potere, anche non se stiamo facendo nulla di male, al momento della sorveglianza.

    Non facciamo nulla di male quando facciamo l’amore o andiamo in bagno. Non nascondiamo volutamente niente quando cerchiamo luoghi privati di riflessione o per una conversazione. Teniamo diari privati, cantiamo nella privacy della doccia, e scriviamo lettere ad amanti segreti per poi bruciarle. La privacy è un bisogno fondamentale dell’uomo.
    […]
    Se osservati in tutto ciò che facciamo, siamo costantemente sotto la minaccia di correzione, giudizio, critica, persino plagio della nostra unicità. Diventiamo come figli, incatenati sotto occhi attenti, sempre timorosi che – ora o in un futuro incerto – ci lasciamo alle spalle tracce che possano essere usate contro di noi, da qualsiasi autorità che si concentri sui nostri atti una volta privati e innocenti. Perdiamo la nostra individualità, perché tutto ciò che facciamo è osservabile e registrabile.
    […] Questa è la perdita della libertà che abbiamo di fronte, quando la nostra privacy è portata via da noi. Questa è la vita nella ex Germania dell’Est, o la vita nell’Iraq di Saddam Hussein. Ed è il nostro futuro se permettiamo a un occhio sempre invadente di accedere alle nostra vita personale e privata.

    Troppi erroneamente caratterizzano il dibattito come “sicurezza contro privacy”. La vera scelta è libertà contro controllo. La tirannia, se sotto la minaccia di un attacco straniero o sotto costante controllo interno, è sempre la tirannia. La libertà richiede sicurezza senza intrusione, sicurezza più privacy. La sorveglianza diffusa della polizia è la definizione stessa di uno stato di polizia. Ed è per questo che dobbiamo reclamare privacy anche quando non abbiamo nulla da nascondere.

    Parole più che condivisibili direi, sulle quali forse ogni commento è superfluo.

  10. Antonella scrive:

    Sono fermamente convinta del fatto che lei non abbia mai frequentato, neppure per un minuto, alcun social network, e che stia strumentalizzando ignobilmente l’atto delirante commesso da un singolo individuo. La sua volonta’ di combattere Internet, strumento che lei non conosce e che sicuramente e’ fastidioso per il potere di cui lei e’ una lacche’, difficilmente e’ mascherabile tramite queste parole cariche di ipocrisia e finto perbenismo.

  11. Tommaso Cascella scrive:

    Togliere l’anonimato significa voler controllare il pensiero degli utenti tramite le ritorsioni e il controllo. E’ grazie ad idee come questa che la democrazia muore poco alla volta, per far spazio a ciò che in passato è diventato dittatura.
    Inoltre in caso di minacce terroristiche o seri e gravi pericoli la polizia può risalire a chiunque nel web….se volete stringere ancora di più il cappio al nostro collo non avrete di certo il nostro consenso

  12. Max scrive:

    Caro Onorevole Carlucci quello che le suggerisce é un provvedimento che non solo é tecnicamente impraticabile, imbarazzante sul piano internazionale ed essenzialmente inutile ma ha anche l’arroganza di assumere che Internet sia in qualche modo controllabile.

    Le consiglierei di spendere qualche ora del suo tempo a informarsi e magari studiare la materia prima di esprimere opinioni su argomenti che evidentemente non ha avuto modo di approfondire.

    A una persona che conosce anche solo marginalmente il funzionamento di Internet, la sua proposta suona un po’ come eliminare la rete cellulare in Italia perché alcuni terroristi usano il telefonino.

    Vorrei anche farle notare, a ulteriore riprova che un minimo di studio della materia le farebbe solo bene, che l’anonimato in rete non esiste e (a parte un breve periodo a l’inizio della vita di Internet) non è mai esistito. Ogni computer ha un indirizzo di rete che può essere tracciato.

  13. Diritti della rete e tentazioni repressive | Luisa Capelli scrive:

    [...] “valutiamo di oscurare i siti internet che incitano alla violenza” (ministro Roberto Maroni), “la polizia postale controllerà i siti internet in cui si esalta l’aggressione di Massimo Tartaglia al premier per cercare di risalire agli eventuali responsabili della ‘campagna d’odio’ che corre sul web” (sottosegretario Mantovano), “oscurare i siti in cui si inneggia alla vigliacca aggressione subita dal presidente Silvio Berlusconi” (ministro Andrea Ronchi), “i social network (…) si sono trasformati in pericolose armi in mano a pochi delinquenti che, sfruttando l’anonimato, incitano alla violenza, all’odio sociale, alla sovversione” (parlamentare pdl Gabriella Carlucci). [...]

  14. Tommaso scrive:

    Onorevole Carlucci, non le è bastata la rivolta che ha fatto scaturire mesi fa con il suo post.
    Vuole nuovamente portare avanti un’impresa contro l’anonimato in rete, che non solo è estremamente complicata da realizzare, ma pure praticamente inutile.
    Per di più una cosa del genere fatta solo in Italia ha davvero poco senso, come per la lista nera dei siti che il governo ha già bloccato ad es. i casinò online.
    Qualunque giocatore volesse ancora oggi giocare su casinò banditi dall’Italia può cambiare i propri server dns con altri liberi fuori da questo paese liberticida e in 5 min al massimo si troverebbe senza tale lista!
    La rete è nata libera, e tale deve rimanere!!

  15. Non fermiamoci ora! | Webeconoscenza scrive:

    [...] non fermiamoci ai “gruppi nati su Facebook“. Come abitanti della rete abbiamo un dovere etico e morale: dobbiamo aiutare i nostri [...]

  16. burbur scrive:

    non credo che il clima di odio sia solo dovuto ad internet.
    un presidente del consiglio che dice che chi vota sinistra è un coglione, oppure un ministro che dice che la sinistra deve morire ammazzata (cito testualmente) ha certamente effetto, ed aumenta l’odio. certo, l’atto non è assolutamente giustificato. ma smettiamola di dare la colpa di tutti i mali del mondo ad internet.

  17. Alessandro Bonino scrive:

    Ciao Gabriella, purtroppo mi sembra che tu consideri il microcosmo di Facebook come rappresentativo dell’intera internet, e così non è. Internet è una cosa bellissima, ci permette di condividere pensieri e idee con tutti, al di là dei limiti geografici. Non trovi anche tu che sia una cosa meravigliosa? Sai, io ormai, in tanti anni di frequentazione della Rete, ho scoperto che si può veramente diventare amici delle persone, scoprendole giorno per giorno nel loro scrivere e conversare. È una cosa che senza internet non avrei mai potuto fare. E io sono grato a internet per questo.
    Entra in internet per davvero, e scoprirai che non è tutto così come ti sembra.
    Solo due cose:
    - su facebook in particolare il 99% degli utenti usa il proprio vero nome e cognome.
    - nei dati inseriti qui sopra ti ho lasciato la mia vera mail e il mio vero link, se preferisci rispondermi in privato sarò lieto di introdurti a quella che Sergio Maistrello chiama “la parte abitata della rete”.

    Stai bene.
    P.S. scusami se ti do del tu, ma avendoti vista in tv per tanti anni, mi sembra quasi di conoscerti.

  18. Davide Gatto scrive:

    le sue parole denotano una scarsa conoscenza del mondo web. nemmeno la repressione iraniana è riuscita ad arginare il popolo di internet, mi può spiegare come contate di farlo voi? il dissenso, l’opposizione, la critica – mai la violenza fisica – sono diritti inalienabili. tentare di chiudere la bocca a qualcuno non è mai stato il vanto di un governo illuminato. buona serata. d.

  19. Anonimato in Rete, la Carlucci di nuovo alla carica - The New Blog Times scrive:

    [...] una volta, che è giunto il momento di eliminare definitivamente l’anonimato in rete”, scrive l’On.le Carlucci sul suo blog, ripresa da molti [...]

  20. tonyiron scrive:

    Da esperto nel settore preciso che:
    1. L’anonimato in rete già non esiste (mai sentito parlare di indirizzi IP? I delinquenti possiamo già localizzarli, non serve dover mettere la propria firma ovunque!)
    2. Il tanto accusato facebook è uno dei pochi luoghi dove la gente non è anonima! (obbligo di nome e cognome in fare di registrazione, come principio base e funzionale)
    3. Certi settori dovrebbero essere messi in mano a persone competenti in materia!
    4. Non sono anonimo, il mio nick, il dominio della mia posta, il mio indirizzo ip, fanno capo ad Antonio Malatesta (me) e non devo nasconderlo a nessuno.
    5. Chi vuole nascondersi lo farà ugualmente anche con delle restrizioni che penalizzeranno solo gli utenti.
    6. Il mio commento immagino non sarà pubblicato! …
    7. Falsi moralismi, parole gettate a vanvera…
    Se domani uccidono Tartaglia si sottolineerà che tanto era un cattivo! Mentre se uno che ha commesso dei reati si prende una statuina in faccia lo facciamo santo… L’accaduto l’ho trovato sgradevole, ma prima di fare certe proposte di legge per a vostro dire evitare inneggi alla violenza, allora censuriamo la tv che ha impegnato l’arte di uccidere e odiare!
    Ma la tv fa comodo (media monodirezionale) e chissà chi possiede dei canali.. La rete permette di sputtanare chi con la tv riusciva a prendere in giro la popolazione ignara..

    Con rammarico
    Antonio Malatesta
    Esperto del settore informatico, nonché pianista, italiano deluso dalla sua patria, dai suoi concittadini, da chi ci rappresenta, da chi raggira..

  21. davide scrive:

    la puo’ linkare, cortesemente, questa sua proposta?

  22. Giovanni Franzina scrive:

    Gentile Signora,
    forse dovrebbe andare più a fondo nelle cose prima di pontificare al riguardo.
    Anche se non lo condivido, non commento il suo pensiero intorno ai social network, perché il web 2.0 non mi interessa più di tanto.
    Per quanto riguarda invece l’anonimato in rete invece, tenga presente che la sua abolizione sarebbe destabilizzante per lo stato delle cose (pensi ai siti istituzionali, non solo a Facebook). Oltretutto, è inutile, perché con buone competenze informatiche ci si può rendere anonimi a prescindere dalle Vs. leggi. Chieda un po’ ai funzionari della Postale al riguardo.
    Cordiali saluti, e tanti auguri

  23. Giovanni Franzina scrive:

    Tanto per intenderci: l’anonimato non è un arma, perlomeno non è uno strumento atto ad offendere. È uno strumento atto a difendere la propria riservatezza. Certo, possono farne uso uomini brutti e cattivi per fare cose brutte e cattive, ma… ops! lo fanno già! E la Vs. soluzione, cosa sarebbe? Impedire a tutti di farne uso?
    Per inciso, “abolire” i protocolli di anonimato e la crittografia (una cosa comunque impossibile senza l’intervento di un esercito) significherebbe abolire l’uso di carte di credito on-line, i servizi on-line delle banche, ogni volta che inseriamo una log e una passw in una maschera è in atto un protocollo crittografico, Le è sfuggito questo?

  24. Carlotta scrive:

    Peccato che l’anonimato in rete non esiste. Esistono gli IP tanto per cominciare. Senza contare che su FB le persone si presentano con nome e cognome. Non demonizziamo la rete solo perché ci fa comodo e non la conosciamo. L’adesione spesso non è stata “fredda e cosciente” come dice lei. C’è gente che si è ritrovata iscritta a gruppi contro/pro Berlusconi senza nemmeno saperlo perché l’amministratore ha cambiato nome del gruppo senza nemmeno avvertire. Altri invece hanno accettato senza pensarci. I SN sono strumenti e la gente è meno scema di quello che si pensa.

  25. Andrea scrive:

    On. Carlucci,
    ci piacerebbe davvero sapere che parte di rete Lei frequenta. Se la frequentasse come un qualsiasi ragazzino delle superiori, saprebbe che i “social network” sono molto, molto diversi da quelli che Lei crede. E’ vero, ci sono cretini che scrivono cose cretine, ma esattamente come le persone fanno nella loro vita quotidiana, fra di loro. Quello che Lei vorrebbe, sarebbe abolire la dtupidità delle persone, e questo non è possibile, semplicemente. Le sue norme limiterebbero di molto la libertà in rete, sarebbe buttare il bambino e fra l’altro non liberarsi dell’acqua sporca. Le consiglio di parlare con i suoi figli (se ne ha), guardare bene come usano il computer, scoprire internet nelle sue brutture e bellezze. Lei semplicemente non conosce quanto internet possa esssere bello e utile e generoso. Prima lo scopra, poi pensi a migliorare le leggi che lo governano. E’ un consiglio sincero.
    Un saluto, da lontano

    Andrea

  26. Claudio scrive:

    Questa proposta di legge conferma che lei, insieme a molti altri di entrambe gli schieramenti politici, non sapete di cosa state parlando. L’anonimato in rete (o almeno quello che lei intende per anonimato) non esiste, tecnologicamente parlando non esiste.
    Anche tramite proxy si può risalire da dove proviene ogni singola informazione presente sulla rete.
    Inoltre le forze dell’ordine hanno già da anni il potere e le conoscenze per poter risalire ai dati di ogni utente.

    E poi in base a quale principio può avere il diritto di VIETARE ad un cittadino di esprimere il proprio consenso verso una persona (che sia Tartaglia, Berlusconi, Di Pietro…)?

    Sono d’accordo con lei che i gruppi inneggianti all’odio (a morte Berlusconi ecc.) siano da evitare, ma lei sta andando ben oltre…

    Per concludere, poi, vorrei chiederle: come mai i gruppi pro-mussolini e inneggianti al fascismo non vengono eliminati con la stessa determinazione che si sta applicando in questi giorni?
    Forse lei e gli altri vi siete dimenticati che è un reato?

    Saluti,
    Claudio (italiano e contro la violenza, ma per la libertà di informazione)

  27. piero tagliapietra scrive:

    Queste proposte mi sembra che derivino da una visione “periferica” della rete e della mancata comprensione dei meccanismi che la regolano. Esistono già delle leggi che dovrebbero semplicemente essere applicate, senza illudersi che vi sia differenza tra la rete ed il mondo reale. Parlare di social network come luoghi d’odio significa non aver mai partecipato attivamente a nessuno di questi, ma avere una conoscenza televisiva del mezzo facebook, dal momento che la maggior parte degli utenti utilizza tale strumento per condividere elementi reputati interessanti con i propri contatti.
    Imputare alla rete i gesti di violenza è come paragonare lo sviluppo di attività di attività criminose ai bambini che giocano a guardie e ladri…

  28. Si, vabbè, e allora spariamole davvero | Distanti saluti scrive:

    [...] Post-It si sono trasformati in pericolose armi in mano a pochi [...]

  29. Davide scrive:

    “I gruppi nati su Facebook per inneggiare alla vile aggressione, subita ieri a Milano dal Presidente Berlusconi, provano, ancora una volta, che è giunto il momento di eliminare definitivamente l’anonimato in rete.”

    Non mi è chiaro in quale modo facebook favorisca l’anonimato, visto che solitamente le persone tendono a iscriversi utilizzando il proprio nome e cognome reale.

  30. Giovanni Franzina scrive:

    Ribadisco: Le è per caso sfuggito che la sicurezza del Suo conto corrente dipende anche dall’anonimato? Nessuno Le ha fatto forse presente che lo stesso vale per la sicurezza nazionale? Lo sa che nel dipartimento di matematica dove lavoro ci sono interi gruppi di ricerca dedicati allo studio di block ciphers e curve ellittiche con applicazioni in crittografia, secondo Lei perché?
    In fede,
    Giovanni Franzina, Università di Trento

  31. E fu così che trasformarono Annozero | La Rassegna Stagna scrive:

    [...] Mussolini e Gabriella Carlucci, donne mozzafiato, propositive e riflessive, a salvaguardia dei diritti umani e a tutela dei minori, non le ferma più nessuno. E adesso chiedono insieme, in una nota congiunta, [...]

  32. Anonimo scrive:

    Sono io l’unico vero anonimo! Questo sito e’ ancora troppo democratico..

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