In merito all’anonimato in rete

dic 15

 

 

 

Leggo i molti commenti pervenuti alle mie parole e penso sia opportuno e doveroso dare risposte facendo anche alcune precisazioni. Spero perdonerete lo stile secco ma non penso che con i giri di parole si vada molto lontano.
Visto che vanno di moda le domande, ne faccio io qualcuna ?
 

 

Primo.
Vogliamo una volta per tutta capire che le leggi, tutte le leggi, non sono fatte per punire le persone ma per evitare con le buone (e solo se necessario con le sanzioni) che certi comportamenti contrari all’interesse collettivo della società vengano tenuti ?
Secondo.
Se tutti fossero certi di rimanere impuniti per i propri comportamenti, riuscite a immaginare quanti reati verrebbero commessi anche da persone insospettabili ?
Terzo.
Davvero ritenete che scrivere in rete o su un muro ‘a morte Tizio, oppure Caio boia’ abbia a che fare con la libertà di espressione ? E ancora, pensate che serva a aumentare la democrazia ?  
Quarto.
Conoscete qualcuno che in Italia ha subito qualche ingiustizia per avere espresso la propria opinione ? Gente incarcerata ? Messa in manicomio ? Uccisa ? Mandata in esilio ?
Quinto
Non pensate che magari qualcuno che scrive cose orribili in rete magari sia una persona mite nella vita reale ? Forse solo qualcuno che si sente un po’ solo e crede di questo modo di avere tanti amici e di diventare una specie di leader … Sarebbe giusto coinvolgere la polizia e la magistratura per fare irruzione a casa di uno così, di un povero infelice, stupidamente loquace ma innocuo ?
Io francamente penso che ogni persona di buon senso (proviamo per un secondo a giudicare le idee e non la parte politica dalla quale provengono) non possa che rispondere a tutte queste domande allo stesso modo.
Per risolvere tutti questi problemi a mio avviso basterebbe imporre l’obbligo di firmare le proprie idee. Se le si vogliono diffondere in rete.
Questo per dare piu’ spazio e valore a chi ha qualcosa di serio e importante da dire.
E’ necessario far tacere chi, nascosto dall’anonimato, trasforma la rete in un territorio dove la violenza verbale può creare le condizioni per convincere i più ingenui o i più folli che ci sono migliaia di persone pronte a passare dalle parole ai fatti. 
Cosa che fortunatamente non e’ perché – tolti alcuni poveri squilibrati e nonostante chi vorrebbe il caos per bieche ragioni di parte – grazie all’opera di questo Governo e della maggioranza degli Italiani, viviamo e continueremo a vivere in un Paese sicuro e sereno.

Tags: , , , ,

24 commenti a “In merito all’anonimato in rete”

  1. mario scrive:

    “Non pensate che magari qualcuno che scrive cose orribili in rete magari sia una persona mite nella vita reale ? Forse solo qualcuno che si sente un po’ solo e crede di questo modo di avere tanti amici e di diventare una specie di leader … Sarebbe giusto coinvolgere la polizia e la magistratura per fare irruzione a casa di uno così, di un povero infelice, stupidamente loquace ma innocuo ?”

    No. Chiunque dovrebbe assumersi la responsabilità di ciò che esprime, mite o meno non cambia proprio nulla. La prossima volta ci penserà due volte prima di diffondere messaggi d’odio.

    Politici in primis d’ambo le parti dovrebbero dare l’esempio, invece di accusare di continuo le istituzioni, o i rivali politici o peggio di emanare leggi profondamente ingiuste ed immorali (scudo fiscale, processo breve, lodo alfano) che sì – quelle sì – fanno arrabbiare chi lavora sodo e onestamente ogni giorno. E’ questo che alimenta l’intolleranza verso la politica

    Invece di curare la malattia volete curare i sintomi, invece di vedere la luna vi ostinate a fissare il dito. Se anche riusciste a vietare di esprimere sentimenti d’odio, pensate davvero che una persona allora non lo proverebbe lo stesso? vivremmo davvero in un paese “sicuro e sereno”? “beato ottimismo”, come direbbe mio nonno.

    Infine già ora l’anonimato non è possibile, non servono ulteriori leggi.

  2. Simone scrive:

    forse non sa che in rete volendo l’anonimato e di per sè un’eufemismo…la struttura internet si basa su indirizzamenti ip statici o dinamici assegnati ad un ISP che a sua volta li riassegna ai suoi utenti di fatto rendendoli tracciabili, i vari anonimyzer presenti in rete servono, come foglie di fico, a render anonimi i naviganti dal sito stesso di anonimizzazione in poi, quindi de facto tracciabile e rintracciabile, da quello che scrive risulta evidente la concezione che avete della libertà di espressione, non vedo nessun commento pubblicato, alla maggioranza dei post presenti nel blog, quindi per esser stringati o il blog è praticamente inutile vista l’assenza di commenti, o c’è una moderazione dei commenti molto forte..(si potrebbe definire censura) in quanto per poter esprimere un commento viene chiesto sia il nome, che l’email che di norma viene associata a dei dati anagrafici riscotrabili…Sarà che per lavoro mi occupo d’informatica e mezzi di comunicazione moderni, sarà che frequento i social network, ma tutta questa violenza non l’ho ancora vista ne su facebook, ne su twitter, ne su myspace, e trovo molto più scandaloso che per “aggiustare” i dati di consenso sui vituperati social network siano stati cambiati all’insaputa di tutti sia i nomi che le tipologie di alcune decine di gruppi facebook, che fino a 3 giorni fà avevano altre indicazioni con numerosi iscritti, prefigurando anche una violazione lampante della privacy, l’orientamento politico rientra nella sfera della privacy, e trovo molto più scandaloso che in Italia, a differenza della comunità europea, esista ancora una normativa antiterrorismo tra le più restrittive, che di fatto ha impedito lo sviluppo delle connessioni wireless nelle Nostre Città, al contrario delle altri Capitali Europee.
    Prima di proporre leggi astruse dovreste per lo meno documentarvi in merito a quello su cui dovete legiferare, e stando alle dichiarazioni rilasciate da Voi e riportate dai giornali, non sembra abbiate le idee molto chiare su cosa sia la rete, quello che apapre evidente è la paura che emerge nei confronti di un mezzo al quale siete inadeguati e che non avete ne i mezzi ne le competenze per controllare, voelte asciugare il mare con una spugna…bene… ma prima o poi la spugan la dovete strizzare…

  3. Anonimo scrive:

    Tutti superiamo i limiti di velocita’, ma a nessuno e’ imposto di installare nel proprio veicolo un limitatore automatico. Qualche imbecille guida dopo aver bevuto, ma non per questo si deve tornare al proibizionismo, inutile e controproducente. Qualche folle utilizza come arma contundende il modellino del Duomo, ma non per questo ne e’ vietata la vendita. Punite i singoli responsabili, anziche’ additare come male del millennio uno strumento utilissimo come Internet e alienare con la minaccia di censure e filtri l’intera popolazione italiana.

  4. Max scrive:

    Indipendentemente dal fatto che i condivida o no le sue opinioni, c’é un elemento che mi sembra che lei non stia considerando: l’anonimato in Internet non esiste.

    Ogni computer collegato a Internet ha un indirizzo che può essere tracciato. L’autorità preposta ha tutti gli strumenti tecnici necessari per risalire alla persona che ha scritto qualche cosa di illecito.

  5. Max scrive:

    1. Vero
    2. Vero
    3. Si – assolutamente. Si – assolutamente.
    4. No, ma non capisco il punto della domanda.
    5. In tutta onestà non credo di aver capito la domanda. La mia esperienza mi insegna che le persone non sempre hanno lo stesso comportamento in pubblico e privato. Un caso per tutti sono i serial killer che spesso cono descritti dai vicini come persone gentili e cortesi.
    -
    Considerando l’enorme quantità di informazioni presenti in Internet, l’ammontare di incitazioni alla violenza sono una quantità talmente infinitesimale che onestamente mi sembra che si stia un po’ esagerando.
    -
    Secondo la mia modesta opinione, questo minimo ammontare d’informazioni violente (e spesso stupide) sono un prezzo ragionevole da pagare per la libertà di espressione. Sono sorpreso che un esponente del partito del Popolo Delle Libertà la pensi diversamente.
    -
    Cordiali saluti

  6. Martina scrive:

    Quante contraddizioni.. prima afferma che i presunti sobillatori siano ‘loquaci ma innocui’, ma che poi sia ‘necessario farli tacere’? La violenza verbale c’e’ ovunque: negli stadi, nelle scuole, nel bar dietro l’angolo. Essa e’ e rimane tale: verbale! Vogliamo installare telecamere e microfoni nei salotti di tutt’Italia per controllare e monitorare ogni singola frase pronunciata? Le azioni sconsiderate di un italiano su decine di milioni non possono e non devono ricadere sull’intero paese.

  7. Martina scrive:

    Infine, quale strada resta da percorrere per le decine di migliaia di giornalisti, tecnici, rappresentanti del settore ICT e semplici cittadini che hanno cercato di farle comprendere come tale provvedimento sia privo di senso, ingiusto, eccessivo e inapplicabile? Perche’ e’ cosi’ difficile ascoltare la voce dei milioni di italiani che ritengono assolutamente inqualificabile questo tentativo di imbavagliare la rete? Come potete arginare odio e violenza con una simile repressione, senza curarvi minimamente di chi esprime civilmente le proprie forti perplessita’? Mediti, onorevole..

  8. Mario scrive:

    Le sue parole sono cariche di ipocrisia e falsita’: perche’ ha spacciato un DDL antipirateria, vergato da Davide Rossi, come una proposta antipedofilia redatta da lei? Come puo’ pretendere che ogni messaggio telematico sia firmato e timbrato quando e’ LEI la prima a essere sfruttata come paravento per gli interessi privati dell’industria dei contenuti? Si faccia un esame di coscienza. L’odio verso il mondo politico e’ causato in grandissima parte proprio da episodi di lampante marciume come questo.

  9. Martino A. Sabia scrive:

    Gentile on. Carlucci,
    mi preme sottolineare che non mi sembra che ‘firmare’ un proprio commento possa essere una rassicurazione di alcunché. Anzi potrei mettere il nome di chiunque senza rassicurazione alcuna che io sia colui che indico nel campo “nome”.

    Chiunque sul web può crearsi una identità ‘fasulla’ in pochi minuti, senza un sistema di certificazione dell’identità, – un nome sostenuto addirittura da un indirizzo di posta elettronica uguale al nome inventato -, per cui vedo la questione del ‘firmarsi’ assolutamente priva di sicurezza o di assunzione di responsabilità.

    A meno lei non preveda, per legge, che vi sia un metodo che certifichi che io sia chi dico d’essere, trovo la sua proposta alquanto ‘tecnicamente’ inutile anzi pericolosa.

    L’applicazione pratica di un controllo dell’identità con sistemi di sufficiente valore certificatrice dell’autore del ‘commento’ avrebbe delle ripercussioni talmente onerose che vedrebbe la scomparsa della possibilità di commentare nella quasi totalità dei siti web. E questo sarebbe solo l’inizio, perché vi sarebbero i problemi della gestione centralizzato del servizio, la condivisione con l’estero, la giuristizione – siti italiani possono risiedere fisicamente all’estero -e così via.

    Ritengo inoltre che se qualcuno dice delle ‘cose orribili’ se ne debba assumere la responsabilità anche penale – qualora vi siano -. Se poi queste cose orribili sono soltanto ‘critiche’ un po’ colorite, beh…

    Credo sia molto più grave che, come accaduto ad esempio ad un forum di discussione di un sito di un’associazione di consumatori, vengano chiusi servizi perché qualcuno ha pubblicato commenti in forma anonima.

    (fonte della notizia:)
    http://www.wired.it/news/archivio/2009-11/06/internet-chiude-per-anonimato.aspx

    Dal mio modesto punto di vista non bisogna far tacere nessuno, bisogna applicare le leggi. Qualora ci siano persone che ‘trasformano la rete in un territorio dove la violenza verbale può creare le condizioni per convincere i più ingenui o i più folli che ci sono migliaia di persone pronte a passare dalle parole ai fatti’ – fanno cioè apologia di reato – vengano assicurati alla giustizia.

    Altrimenti almeno il Governo non proroghi ancora il decreto Pisanu, così finalmente potremo avere anche in Italia le reti WiFi libere.

    A mio modesto avviso, non è il campo ‘nome’ che ci salverà, ma il rispetto, la difesa e l’applicazione delle leggi.

    Personalmente, se posso permettermi, suggerirei che invece di intervenire con decreti legge sull’argomento – cosa alquanto delicata e difficile vista anche la natura estremamente tecnica del contesto -, si facessero delle tavole rotonde con operatori del settore, magari con i grandi siti web che in Italia operano, facebook, google – per il servizio blogspot e youtube -, current e altri. Un po’ per trovare un protocollo d’intesa per fare ciò che Maroni auspicava, fermare i reati e perseguire più velocemente gli autori dei reati (in questo contesto apologia del reato e diffamazione), un po’ per trovare delle linee guida da far applicare un po’ a tutti gli operatori del settore – dei semplici suggerimenti non leggi -.

    Forse non risolverà completamente il problema, ma sarebbe un po’ meno ‘inutile’.

  10. Annarita scrive:

    Qualche domanda secca.
    1) Non crede che Maroni, sulle cui spalle ricadono il compito e la responsabilita’ di garantire la sicurezza delle alte cariche dello stato, debba dimettersi dopo questo cocente fallimento anziche’ scagliarsi come un cane rabbioso contro a Internet?
    2) Non crede che la minorenne che si firma ‘Farfalla’ sia molto piu’ protetta dai pedofili di quella che per inviare un brevissimo messaggio a un’amica sia costretta a utilizzare il suo nome e cognome?
    3) Non crede che il banchiere che si firma ‘Pluto’ sia molto piu’ protetto dai furti di identita’ e dalle truffe di quello costretto a firmare per esteso ogni singolo messaggio di poche righe?

    I social network non sono piu’ pericolosi di un coltello da cucina: sono strumenti che, se mal utilizzati, devono portare al riconoscimento individuale di responsabilita’. Cosi’ come non e’ necessario il porto d’armi per acquistare un set da cucina, e’ assurdo, grottesco – e in conflitto normativo con decine di leggi, anche europee – che si possa ipotizzare una simile schedatura di massa dei cittadini.

  11. Giuseppe Ferrari scrive:

    Seguendo la Sua logica, allo scopo di evitare gli stupri e i furti, si potrebbero impiantare dei GPS sottopelle ad ogni cittadino, immigrato o turista…non sia mai che uno di loro decida un domani di compiere un atto illecito.
    E magari anche un registratore audio, nel dubbio…
    E poi la sua parte politica parla e opera nel senso di limitare le intercettazioni telefoniche: la coerenza dove e’?

  12. Carlotta scrive:

    Curioso che non pubblichi neanche uno dei commenti che le sono arrivati. Una domanda: ma voi la rete la usate davvero? perché l’unica cosa che si percepisce è una totale mancanza di consapevolezza del mezzo. Sa che cos’è un IP? Scommetto di no. Bene, s’informi.

  13. Daniela scrive:

    ‘Molti commenti’.. nessuno dei quali risulta pubblicato. Che forse contengano giuste e accurate critiche alla sua proposta, per lei cosi’ scomode? Perche’ le migliaia e migliaia di cittadini che hanno espresso a gran voce il loro sdegno e disapprovazione verso tale proposta restano ignorati? Non credo che siano tutti potenziali criminali, ne’ tantomeno emuli di Tartaglia. Ignorando i commenti, le osservazioni e le critiche di un numero estremamente ampio di italiani non fa altro che perdere credibilita’ politica (che dopo lo scandalo di Univideo e’ comunque al lumicino) e far capire a tutti come la strada del dialogo e del confronto con la politica non sia percorribile. In moltissimi abbiamo tentato di farle capire come la sua proposta sia semplicemente improponibile in uno stato di diritto occidentale e sia degna del peggior regime comunista.. quali interessi privati sta proteggendo dietro al paravento del ‘io non cambio idea’?

  14. Giorgio Gilestro scrive:

    Per risolvere tutti questi problemi a mio avviso basterebbe imporre l’obbligo di firmare le proprie idee.

    Carlucci, anche se questa fosse la cosa giusta da fare, rimarrebbe semplicemente tecnicamente impossibile. Chi va a controllare se il nome che ho messo sopra e’ veramente il mio? Con quali mezzi? La cosa piu’ incredibile della sua proposta non e’ l’opinabilita’ dal punto di vista dei diritti umani (basti pensare che il diritto all’anonimita’ e’ considerato importantissimo perfino nella societa’ americana a cui la destra italiana dice di ispirarsi: http://www.eff.org/issues/anonymity ) ma il fatto che sia tecnicamente impossibile da implementare. Mi faccia la cortesia. Non creda a chi le dice che non e’ vero e che infatti sarebbe possibile da attuare: si faccia un giro in qualsiasi dipartimento di informatica, di qualsiasi universita’ italiana o straniera a sua scelta. Chieda a dieci persone e veda cosa le dicono.

  15. Mariastella scrive:

    Sono esterrefatta in merito all’accanimento dimostrato nei confronti dei social network, dato che le sue parole dimostrano senza dubbio alcuno come lei su Facebook non abbia trascorso neppure un minuto. E’ al corrente del fatto che, ad esempio, per registrarsi su tale sito occorra verificare la propria utenza tramite la ricezione di un messaggio su telefono cellulare, il cui intestatario e’ rintracciabile in pochissimo tempo dalle forze dell’ordine? Nelle sue parole leggiamo solo sensazionalismo, esagerazione e artificiosa pomposita’. Maroni ha gia’ smorzato i toni in seguito alle polemiche scoppiate in questi giorni; lei forse si crede tanto superiore alle decine di migliaia di cittadini che, parimenti, hanno criticato questo insensato provvedimento? Il nostro codice penale prevede gia’ i reati di diffamazione e istigazione a delinquere: non cerchi di strumentalizzare questa vicenda per introdurre una censura che e’ sicuramente comoda per gli interessi economici privati dell’industria dei contenuti, i cui esponenti sono tristemente gli unici a cui viene dato ascolto.

  16. Max scrive:

    Onorevole Carlucci,

    Vorrei farle io una semplice domanda: qual é il punto di fare delle domande se poi non si pubblicano le risposte e i commenti?

    Cordiali saluti

  17. Michele scrive:

    Certo, penso però che il governo, come interviene repentinamente nel momento in cui il problema tocca il premier… forse dovrebbe intervenire così in fretta anche in altri problemi della rete, molto più palesi e molto più gravi visto che portano alla morte di migliaia di adolescenti. Mi riferisco ad esempio ai siti delle sette pro-ana. Pare però che se il problema non toccherà un ministro non sarà ritenuto un problema degno di un intervento rapido e decisivo.
    La invito a visitare il mio sito web nella sezione pro-ana e la invito moltissimo, se la mia attività le pare utile e interessante, ad aiutarmi a promuoverla.

  18. Sassi Roberto scrive:

    Non riesco a leggere alcun commento…

  19. Amanda scrive:

    Nonostante la pomposa e altisonante tragicita’ delle sue parole, mirate a ottenere il consenso degli ignoranti tramite spudorate e ipocrite esagerazioni, l’intelligenza e la saggezza hanno prevalso – il progetto di una legge speciale per Internet, per il quale lei e Davide Rossi avete tanto frignato, strillato e complottato, e’ stato accantonato. Tragga una lezione dal comportamento di Maroni, se ne e’ in grado. All’incontro ministeriale erano presenti i delegati di Google, Facebook, Microsoft e altri numerosi colossi: strano che non sia stato invitato nessuno della lobby di Univideo..

  20. Giorgio Resci scrive:

    Ho 24 anni, e si può dire che, come molti della mia generazione, sono cresciuto insieme a internet. Le posso assicurare che in internet l’anonimato non esiste, e qualsiasi agente della polizia postale può su richiesta o per motivi che giudica validi identificare chiunque scriva sul territorio italiano ed europeo, è solo una questione di voglia. Quindi le autorità giudiziare hanno in qualsiasi momento la possibilità di smascherare chi non si firma. D’altro canto non aggiungere la propria firma in calce a ciò che si scrive è certamente una viltà, ma bisogna anche a volte capirne i motivi: io potrei non essere contento ad esempio del mio datore di lavoro e cercare sfogo o appoggio tra altri dipendenti tramite internet, o anche denunciare un sorpruso, senza però la necessità di espormi. Così come per le elezioni e le denunce alla polizia: spesso sono anonime per poter essere liberi di espriremere il proprio parere, senza correre rischi. Le assicuro inoltre che su facebook non esiste assolutamente l’anonimato, bisogna registrarsi e inoltre si hanno dei contatti con gli altri registrati: quindi si è sempre rintracciabili, senza il bisogno di scomodare la polizia postale! Riguardo ai gruppi che purtroppo inneggiavano alla violenza contro il premier purtroppo ho poco da dire, è lo stesso tipo di gruppi che inneggia contro le squadre di calcio avversarie, usando parole violente, e allo stesso tempo spesso vuote. Purtroppo non sempre si pensa prima di parlare, chi invece ci ha pensato prima di scrivere quelle stupidaggini non ha scuse: è un ignorante, sarebbe bello cancellare l’ignoranza con una legge, purtroppo però è pura fantasia: è necessaria un’educazione, il resto è inutile. Spero davvero di esserle stato utile, ma ciò che dico lo può riscontrare parlando con qualsiasi esperto, o anche solo con un agente della polizia postale: ci provi, ne vale la pena. Quello che ho scritto può liberamente pubblicarlo, me ne prendo tutte le responsabilità. Cordiali saluti, Giorgio Resci

  21. davide firenze scrive:

    io avevo fatto un commento sul tema, ma è già la terza volta cheviene tolto, perché la segreteria di questo blog toglie i commenti?

  22. davide firenze scrive:

    o forse on ho seguito il sistema giusto per registrarlo, ma compariva la scritta(lasciato il…) ed era un commento sul discorso network etc.Ad ogni modo non mi pare molto cortese togliere le idee o i concetti altrui se questi sono esposti poi con certa gentilezza e altreattanta voglia di confronto. saluti alla segretaria. mi compiaccio,

  23. Marco Milone scrive:

    Perchè identificare univocamente su internet?

    Internet è una fetta del mondo, per come lo percepiamo. E nel mondo le persone seguono o infrangono la legge, spesso anonimamente. E si indaga in caso di illeciti.

    Carlucci, io dal basso dei miei 30 anni le consiglio di fare un bel respiro e di cambiare rotta. Di leggere qualche libro e farsi qualche idea più liberale. Il controllo, di solito, lo vogliono esercitare le dittature.
    Si sentirebbe davvero meglio…
    Solo gli stupidi non cambiano mai idea.

    Ad esempio… Perchè non ci identifichiamo al cinema? Carta d’identità alla mano? Qualcuno potrebbe avere una bomba nelle mutande…

    Non voglio vivere “in un paese sicuro e sereno”.
    Non è con la retorica che mi convince.
    Provi a convincermi con veri argomenti e vedrà che provando ad ispirarsi si convertirà lei alla rete libera.

  24. andrea scrive:

    spariscono rapidi i commenti……com’è democratica lei

Lascia un commento


serverstudio web marketing e design