Il web incriminato
Giovedì 17 il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro Maroni, dopo la comparsa di gruppi che esaltano il gesto contro il Premier, presenterà iniziative per le pagine Web “incriminate”, ovvero contro internet violento: finalmente. Bene. E, caro onorevole Casini, non è affatto un’iniziativa illiberale, ma di civiltà.
E’ da tempo che ripeto che occorre regolare il web senza censurarlo. Il 5 febbraio scorso nel decreto sicurezza del governo veniva inserito un emendamento firmato dal senatore Udc D’Alia (caro Casini) che prevedeva (in caso di reato o di apologia di reato) l’oscuramento di siti come Facebook o Youtube. L’emendamento, purtroppo, venne abrogato, e così due mesi fa fece apparizione su Facebook un gruppo dal nome “Uccidiamo Berlusconi”, poi seguita da “Uccidiamo Marrazzo” e così via. Il dibattito finalmente si riapre oggi, in seguito alla comparsa su Facebook di gruppi che inneggiano a Massimo Tartaglia, l’uomo che a Milano ha aggredito Berlusconi. Subito dopo l’aggressione sono comparsi su Facebook, infatti, numerosi gruppi di discussione dedicati all’avvenimento. Alcuni sono nati per manifestare solidarietà al premier, altri per inneggiare all’aggressore: uno di questi conta più di 500mila iscritti, mentre cercando sul social network la voce Massimo Tartaglia, si scopre che ha 55mila fans. Inaudito! E’ necessario oscurare le pagine web “incriminate”, occorre intervenire per porre fine a questo scempio.
Non dobbiamo lasciare sola la Polizia postale e delle comunicazioni a controllare la rete, occorre prevenire le campagne d’odio che corrono sul web. Ci dev’essere un monitoraggio dei siti, dei social network, dei blog, delle chat
Non è più possibile tollerare la presenza in internet di espressioni vergognose e moralmente inaccettabili. Com’è possibile non essere d’accordo sull’oscuramento dei siti in cui si inneggia alla vigliacca aggressione subita dal presidente Silvio Berlusconi.
Ha ragione la parlamentare del Pdl, Gabriella Carlucci che ha ricordato ieri come “Internet e i social network stanno diventando, ogni giorno di più, canali e strumenti di diffusione di odio e veleno. È giunto il momento di eliminare definitivamente l’anonimato in rete”. Il Parlamento appoggi la sua proposta di legge sull’eliminazione dell’anonimato in rete. Non è un provvedimento contro la rete, non è contro la libertà di espressione, ma contro i criminali che abusano di internet per infrangere la legge. I social network, i siti, i blog si sono trasformati in pericolose armi in mano a pochi delinquenti che, sfruttando l’anonimato, incitano alla violenza, all’odio sociale, alla sovversione.
Daniele Damele
Tags: Min.Maroni, On. Gabriella Carlucci, Pdl, vice pres. commissione bicamerale per l'infanzia, web





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Vorrei far presente che i social network ed Internet sono strumenti di comunicazione e come tali vanno trattati. Certo c’è gente che ne approfitta e cerca di trasformarli in strumenti per diffondere l’odio e quant’altro. Non c’era bisogno dell’aggresione all’On. Berlusconi per accorgersene. Ci sono centinaia di siti che inneggiano alla violenza, all’odio contro il prossimo, alla pedofilia, etc.. Io cerco di combatterli come posso, sono in contatto con tanti altri ed appena notiamo qualcosa di sospetto, ci scambiamo le informazioni, li mettiamo in evidenza, fino alla segnalazione alla polizia postale. Certo non risolve il problema. Ci vuole una regolamentazione, non un soffocamento della rete, non un oscuramento globale ma un controllo accurato, preciso di chi opera in rete.
|Lasciato il 16 gennaio 2010 alle 23:08|Il solito ritornello.. da un’”onorevole” (le virgolette sono d’obbligo) che non ha esitato a strumentalizzare addirittura la pedofilia pur di portare avanti le iniziative antipirateria di cui e’ passacarte, non ci si puo’ aspettare altro. La ringrazio tuttavia per le migliaia di voti che il PDL ha perso a causa del suo bieco e meschino operato.
|Lasciato il 22 gennaio 2010 alle 20:52|