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Paolo Grassi, un teatro d’arte per tutti: l’evento

ott 22

 

L’On. Gabriella Carlucci

              

è lieta di invitare la S.V.
all’evento
                 

“Paolo Grassi, Un Teatro d’Arte per Tutti “

venerdì 30 ottobre ore 21:00
Teatro Verdi – P.zza XX Settembre, 5
74015 Martina Franca (TA)

con il patrocinio di

             Comune di Martina Franca    Provincia di Taranto

                                 
Paolo Grassi, il grande operatore culturale, teatrale, politico, fondò nel 1947 insieme a Giorgio Strehler Il Piccolo Teatro di Milano e lo diresse fino al 1972 divenendo poi sovrintendente della Scala di Milano. Nel ‘77 divenne presidente della Rai, concluse la carriera all’Electa che diresse fino alla sua morte avvenuta il 14 marzo 1981 a Londra.
Era nato 90 anni fa, il 30 ottobre 1919 a Milano da famiglia martinese e nei suoi scritti e opere traspare fortissimo il suo legame con la Puglia: è per questo che Martina Franca lo ricorda con una serata in suo onore venerdì 30 ottobre 2009.

Paolo Grassi, Un Teatro d’Arte per Tutti

intervengono
Gabriella Carlucci

Sergio Escobar
Franco Scaglia
Mario Mattia Giorgetti
Con la partecipazione di
Salvatore Aricò, Franco Graziosi, Luciano Montanaro,
Michele Placido, Giuseppe Pambieri, Pamela Villoresi
e
Carla Fracci e Beppe Menegatti
Brani video da

“Il Giardino dei Ciliegi”
di Anton Checov, regia di Giorgio Strehler con Valentina Cortese, Piccolo Teatro
 
“Otello”
di Giuseppe Verdi, Direttore C. Kleiber, regia di F. Zeffirelli, Teatro alla Scala
“Il Piccolo”
film di Maurizio Zaccaro, Casanova Entertainment, Rai Cinema

Musica
Alberto Profeta, Turandot “Nessun Dorma”
Rosalina Neri
Tosca e Massimo Venturiello
songs dall’Opera da tre soldi di Bertolt Brecht

Giulio Casale
canzoni di Giorgio Gaber

La riforma dello spettacolo dal vivo. A che punto è la legge?
Interverranno: On. Carlucci – On. De Biasi – On. Goisis – On. Ciocchetti – On. Zazzera

Conduce Nicola Porro
Regia Giampiero Borgia e Marco Rampoldi

 

 

 

 

 

 

 

 pagina apertura corriere del mezzogiorno Paolo Grassi

 

pagina cultura corriere mezzogiorno Paolo Grassi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alcuni considerazioni sulla indispensabile riforma dello Stato nel settore dello spettacolo

apr 10

Premessa
Uno Stato moderno e liberal-liberista non disconosce il ruolo importante della cultura e dello spettacolo nel sistema sociale, ma riconosce alla loro sua funzione di vòlano per lo sviluppo economico (turismo culturale, made in Italy, capitale immateriale, indotto e moltiplicatori) una importanza non inferiore alla loro funzione di estensori del pluralismo espressivo, di garanti del patrimonio culturale storico del Paese, di stimolatori di creatività.
Lo Stato deve adoprarsi per ridurre l’intervento della mano pubblica alla sola sfera della sperimentazione, ricerca, formazione, patrimonio culturale nazionale, promozione, attivando meccanismi di stimolazione del mercato attraverso interventi indiretti come le agevolazioni fiscali, piuttosto che mantenendo logiche di sovvenzionamento, che ingessano il mercato, aumentano le barriere all’entrata di nuove imprese e nuovi autori, determinano autoreferenzialità e conservazione.
L’assistenzialismo costruisce clientele e caste.
L’assistenzialismo impigrisce e narcotizza la creatività.
Il mercato deve essere la medicina amara di un sistema dello spettacolo in Italia troppo spesso inquinato da un patto scellerato tra governanti e operatori del settore, un patto che ha paradossalmente limitato la libera creatività, a favore di gruppi protetti dal principe di turno.
Lo Stato deve limitarsi ad intervenire laddove il mercato fallisce, non deve divenire Stato-imprenditore di spettacolo, padrone del consenso artistico. Non uno Stato-impresario e non uno Stato spettacolare.
Uno Stato per uno spettacolo libero e creativo.

Linee-guida

razionalizzazione dell’intervento dello Stato, normativo (leggi di riforma settoriale) ed economico (riforma del Fondo Unico per lo Spettacolo): riconversione delle modalità attuali verso una prevalenza degli interventi indiretti (agevolazioni fiscali-tributarie piuttosto che sovvenzioni)

riallocazione delle risorse, previa definizione di obiettivi tecnocratico-meritocratici, sia generali (ripametrazione della ripartizione del Fondo Unico per lo Spettacolo e dei meccanismi di erogazione) sia particolari (valutazione dell’operato degli enti pubblici attivi nel settore e dell’efficacia dei singoli contributi)

individuazione delle sacche di inefficienza ed interventi di risanamento nelle modalità di finanziamento pubblico, anche attraverso commissariamento degli enti pubblici, laddove l’inefficienza si protrae negli anni ed i processi decisionali sono macchinosi

riforma del Ministero dei Beni e Attività Culturali: eventuale riallocazione di settori di attività nella competenza altri dicasteri (ipotesi di lavoro: Industria Cinematografica e Audiovisiva in Attività Produttive?)

riforma dell’intervento diretto (Cinecittà, Arcus, enti lirici, teatri pubblici, ecc.), all’interno dei prìncipi richiamati in premessa

ottimizzazione del raccordo tra i livelli sub-statali (Ministero, Regioni, Enti Locali), affinché si determini sinergia e non dispersione di risorse

definizione delle priorità del “sistema Italia”: promozione della fruizione di spettacolo? turismo culturale? internazionalizzazione? rafforzamento piccole imprese culturali? nuove produzioni giovanili?
Condizione essenziale preliminare: una prima mai realizzata ricerca nazionale sull’intervento pubblico nel settore culturale, producendo entro sei mesi dall’insediamento del nuovo Governo un “libro bianco” da sottoporre all’Esecutivo ed al Parlamento, in rispetto della lezione einaudiana del “conoscere per deliberare”.
    
Renato Brunetta
Vice Coordinatore Nazionale di Forza Italia
Roma, 7 aprile 2008     

Spettacolo:non spendere meno, ma spendere meglio

apr 5

Investire per la cultura, lo spettacolo e le arti, non vuol dire spendere meno, ma spendere meglio! Lo spettacolo è uno dei settori più importanti dell’economia italiana con oltre 200mila lavoratori, migliaia di imprese, centinaia di enti no-profit ed associazioni. Un settore che produce anzitutto ricchezza culturale, estensione del pluralismo espressivo, libertà artistica, democrazia autentica.

La crisi che attraversa oggi il settore, ha spinto il Dipartimento Cultura e Spettacolo di Forza Italia, a rilanciare un laboratorio aperto sulla politica e sull’economia della cultura, senza discriminazioni di provenienza politica e ideologica. Un modo per consentire un confronto sul “peggio” e sul “meglio” dello spettacolo italiano, per intercettare idee concrete e proposte innovative.  

Appunti per un’agenda di liberalizzazione e sviluppo. Una legislatura per lo spettacolo e le arti“. L’Agenda, corredata delle proposte di legge del Popolo della Libertà che verranno depositate all’avvio della prossima legislatura, saranno presentate lunedì 7 aprile 2008, alle ore 16.00, presso il Teatro Valle di Roma. Interverranno, tra gli altri, l’On. Gabriella Carlucci, l’Europarlamentare Renato Brunetta, il Sen. Maurizio Sacconi, e Luca Barbareschi. A chiudere l’incontro, i saluti di Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini e Gianni Alemanno.

Una legislatura per lo spettacolo

mar 7

b governoIl Buongoverno, settore arte e spettacolo, in data 3 Marzo 2008 alle ore 18:00 presso la sede nazionale in via del traforo 146, ha promosso  il convegno “ Lo stato Dell’Arte : le attuali e irrisolte problematiche del settore  cinematografico, e dello spettacolo dal vivo- teatro,danza e musica” Il convegno ha avuto il seguente obiettivo:  richiamare l’attenzione sulle problematiche del sistema “spettacolo”, ed elaborare un documento di proposte e soluzioni da affidare al futuro governo, con la rinnovata speranza che il parlamento  approvi definitivamente le nuove leggi di riforma per lo sviluppo dell’arte e della cultura

On. Gabriella Carlucci (Responsabile dipartimento Spettacolo Forza Italia – segretario VII commissione cultura Camera dei Deputati) 

ha presentato il documento programmatico:” Una legislatura per lo spettacolo”

una-legislatura-per-lo-spettacolo.doc


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