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Il problema dell’anonimato in rete

dic 14

Internet e i social network stanno diventando, ogni giorno di più, canali e strumenti di diffusione di odio e veleno. I gruppi nati su Facebook per inneggiare alla vile aggressione, subita ieri a Milano dal Presidente Berlusconi, provano, ancora una volta, che è giunto il momento di eliminare definitivamente l’anonimato in rete. Chiedo al Ministro Maroni ed al Ministro Alfano, il quale tempo fa aveva annunciato provvedimenti in tale direzione, di appoggiare la mia proposta di legge anti-anonimato presentata alla Camera dei Deputati qualche mese fa. Un provvedimento che non è contro la rete, non è contro la libertà di espressione, ma contro i criminali che abusano di Internet per infrangere la legge. E’inconcepibile ed inaccettabile che al gesto incontrollato di un folle sia seguita l’adesione fredda e cosciente di migliaia di persone. I social network non sono più luoghi di incontro e socializzazione virtuale. Si sono trasformati in pericolose armi in mano a pochi delinquenti che, sfruttando l’anonimato, incitano alla violenza, all’odio sociale, alla sovversione.”

Facebook sempre piu’ pericoloso

ott 22

L’assurda vicenda delle minacce al Presidente Berlusconi dimostra, ancora una volta, quanto pericoloso sia diventato l’uso e l’abuso di Facebook. Purtroppo la rete è diventata una giungla in cui vige l’assenza di regole e di sanzioni. Coprendosi dietro l’anonimato, molti utenti commettono reati gravissimi. E’ arrivato il momento di dare regole più severe a questo far west. Ho presentato una legge per eliminare l’anonimato in rete. Chiedo al Ministro della Giustizia Alfano di promuovere la calendarizzazione di questa legge per giungere ad una rapida approvazione in Parlamento del provvedimento.”

Rimandate in galera i 2 romeni agli arresti domiciliari per lo stupro:su facebook 63.000 firme in un giorno

feb 2

da: http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2009/02/01/148428-rimandate_galera_romeni.shtml

Scrivono gli aderenti all’iniziativa: “C’era da immaginarselo, dopo appena tre giorni il gip Cecilia Angrisani ha concesso gli arresti domiciliari a Mugurel Goia e Ionut Barbu, i due romeni accusati di favoreggiamento dei loro quattro connazionali. A quanto pare, la dottoressa Angrisani, motiverà la sua decisione affermando che i due criminali in questione risultano ancora incensurati e che, quindi, sempre stando alla sua teoria, otterranno la sospensione condizionale della pena. Dire che avevamo ragione sarebbe troppo facile di fronte ad una decisione del genere e, per quanto mi riguarda, è l’ultimo dei nostri interessi e poi, diciamocelo francamente, visti gl’innumerevoli precedenti non era certo necessario essere Nostradamus per prevedere una decisione tanto aberrante. Purtroppo. Decisione che, guarda caso, è arrivata dopo la denuncia dei radicali Rita Bernardini e Marco D’Elia sulle presunte percosse che, i criminali in questione, avrebbero subito in carcere, e contestualmente all’inaugurazione dell’anno giudiziario. Certo, saranno delle casualità ma, in quanto tali, ci sarà quantomeno concesso di prendere atto di quanto beffardo sia stato il destino.

Nel giro di quattro giorni siamo diventati 60.000, un numero che fa impressione per quanto è grande. Sì, perché 60.000 persone riempiono una piazza od uno stadio, sono gli abitanti di una città medio-grande, insomma, è un numero che non passa inosservato, che non si può ignorare. Proprio come non si può ignorare ciò che, ahinoi, ci ha uniti, in questo gruppo: la percezione che, nel nostro Paese, la giustizia non funzioni come dovrebbe, e la scarcerazione di quei due criminali infami ne è la triste dimostrazione.”

VIOLENZA:FACEBOOK VA REGOLAMENTATO

gen 26

“E’ indecente che su Facebook esistano gruppi che inneggiano allo stupro e alla violenza sessuale. Le donne italiane, vittime di abusi carnali, devono essere difese e tutelate. Dopo l’apologia della mafia i fan dello stupro di gruppo. Il social network più famoso del mondo sta diventando sempre di più un luogo virtuale dove impera l’illegalità ma soprattutto l’impunità. Occorre regolamentarlo in qualche modo. I gestori devono intervenire, cancellando d’imperio i gruppi più offensivi e pericolosi. Se non lo faranno, sarà dovere della polizia postale del nostro Paese far rispettare le leggi italiane, stabilendo regole rigorosissime che di fatto impediscano il ripetersi di questi episodi incresciosi.”

PEDOFILIA: OCCORRE INFORMARE I RAGAZZI SUI PERICOLI DI FACEBOOK E DELLA RETE

gen 15

“I risultati del report 2008 sulla pedofilia, presentato oggi dall’Associazione Meter Onlus di Don Fortunato di Noto, sono davvero preoccupanti. I dati ci confermano che sempre più spesso i pedofili sfruttano la rete e l’anonimato per i loro loschi traffici. Due le priorità che, a mio avviso, le istituzioni e la politica devono perseguire con grande determinazione: una campagna informativa sui media nazionali che segnali ai nostri figli i gravissimi rischi, spesso occulti, che viaggiano sulla rete e sui Social network come Facebook. In secondo luogo, occorre velocizzare l’approvazione delle proposte di legge, in discussione nella Commissione Giustizia della Camera, le quali istituiscono lo specifico reato di adescamento telematico. Dobbiamo dare risposte concrete ed immediate ad un fenomeno pericoloso e purtroppo sempre più diffuso.”


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