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Fus:riforma dello spettacolo prima di tutto

set 14

Condivido lo spirito delle parole di Brunetta sul Fus. I soldi
pubblici devono essere concessi soltanto a chi li merita veramente.
Non si puo’ pensare pero’ di chiudere i rubinetti senza modificare
prima radicalmente le norme in materia. Al Ministro Brunetta chiedo
allora di appoggiare la riforma dello spettacolo dal vivo che reca la
mia firma e che intende modificare funzioni, ruoli ma soprattutto la
gestione e la concessione delle risorse pubbliche destinate alle
aziende del settore.Diversamente rischiamo di provocare il fallimento
di molte imprese e la contemporanea perdita di centinaia di posti di
lavoro

Il governo riforma lo spettacolo

ago 3

Il Governo ha ascoltato i nostri appelli e ha ridato ossigeno
all’indutria culturale italiana. 60 milioni sono una cifra importante che consente di coprire
adeguatamente i bisogni di quest’anno.
Ora però occorre accelerare l’approvazione della mia proposta di legge
di riforma dello spettacolo dal vivo.Per non trovarci piu’ nella drammatica situazione di quest’anno ma
soprattutto per eliminare sprechi,privilegi, assistenzialismo. Mi auguro che l’opposizione, la quale ha
contribuito alla vittoria sul Fus,continui a collaborare in Parlamento per una rapida approvazione della
legge quadro

Fus:l’impegno del governo e’ una grande notizia per la cultura italiana

lug 29

“La Commissione Cultura della Camera ha approvato all’unanimità una
risoluzione con la quale si impegna il Governo ad inserire nel
prossimo decreto anticrisi correttivo i fondi per il reintegro del
Fus. Una decisione importante, estremamente significativa sulla quale
si è registrata la convergenza di tutti gli schieramenti politici. Il
Governo ascolti il nostro appello disperato. Anche un reintegro
parziale del fondo costituirebbe un segnale importante per tante
aziende e lavoratori preoccupati dai profondi tagli operati.

60 milioni per il Fus costituiscono una grande notizia per la cultura
italiana ed una grande vittoria per quanti come noi si sono battuti,
in parlamento ed in piazza, per centrare questo obiettivo. Ringrazio
il Presidente Berlusconi, il Ministro Bondi. Il Ministro Tremonti, per
l’attenzione ed il senso di responsabilità dimostrati. 60 milioni sono
un segnale importante, una boccata d’ossigeno vitale per lo spettacolo
dal vivo. Allo stesso tempo però, dobbiamo dare seguito all’appello
del Presidente del Consiglio il quale ritiene non più procrastinabile
una riforma strutturale dell’intero comparto. La legge quadro sullo
spettacolo dal vivo ,che reca la mia firma, deve essere approvata
molto rapidamente in parlamento. L’industria culturale italiana deve
dimostrare di sapersela cavare da sola, aiutata e sostenuta anche da
un nuovo sistema di regole che favorisca la raccolta di capitali
privati.”

Fus: il governo prende impegno ufficiale e solenne

lug 28

“Con l’approvazione dell’ordine del giorno bipartisan che chiede il
ripristino dei fondi tolti al Fus, firmato anche dai colleghi De
Biasi, Barbareschi, Granata, il governo prende un impegno solenne di
fronte al parlamento ed al Paese. In linea con quanto richiesto dalla
sottoscritta in questi mesi, l’esecutivo si impegna anche ad approvare
provvedimenti utili e necessari a prevenire una drammatica crisi del
comparto dello spettacolo dal vivo. Ringrazio la maggioranza ed il
Governo per la sensibilità dimostrata e per l’atto di responsabilità
assunto nei confronti di un settore produttivo importantissimo per la
nazione.

Ringrazio il Presidente Cicchitto che in fase di dichiarazione di
voto favorevole al decreto anticrisi ha esplicitamente chiesto al
Governo un impegno concreto per il reintegro dei fondi tolti al FUS
con l’ultima Finanziaria. Una presa di posizione importante,
estremamente significativa, che testimonia l’attenzione e la
sensibilità del gruppo del popolo delle Libertà nei confronti del
comparto dello spettacolo dal vivo, dei suoi disagi, dei suoi
problemi, delle sue istanze. Un segnale forte e rassicurante che apre
uno spiraglio di speranza in vista della ripresa dei lavori
parlamentari. A Settembre daremo battaglia e sono certa che riusciremo
a recuperare i soldi che mancano.”

Fus: Napolitano condivide le nostre preoccupazioni

lug 22

“Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, rispondendo alla
lettera-appello che io ed i colleghi De Biasi, Barbareschi, Vita,
Granata e Ghizzoni gli abbiamo inviato nei giorni scorsi per chiedere
un suo intervento diretto sul problema dei tagli al Fondo unico per lo
Spettacolo, ha affermato di condividere appieno le nostre
preoccupazioni al riguardo. Il Presidente Napolitano ha espresso
l’auspicio che accanto ad un maggior impegno ed apporto dei capitali
privati, il mondo dello spettacolo possa continuare a contare,
soprattutto in una fase economica particolarmente sfavorevole, sul
ruolo e sui finanziamenti di poteri pubblici, centrali, regionali,
locali. Se non si riusciranno a reperire risorse nel decreto
anticrisi, in via di approvazione nelle aule parlamentari, il
Presidente della Repubblica ha indicato la necessità di intervenire in
materia attraverso lo strumento della prossima legge finanziaria.
Ringrazio il Presidente della Repubblica per la pronta risposta ma
soprattutto per la sensibilità dimostrata nei confronti delle esigenze
e delle istanze del mondo della cultura italiana.”

Fus:aderisco alla manifestazione e lotto con il Governo

lug 21

“E’ proprio il caso di dire che sulla questione del ripristino dei
fondi del Fus mi considero, a pieno titolo, deputata di lotta e di
Governo. Da una parte infatti aderisco convintamente alla
manifestazione di protesta organizzata dal mondo dello spettacolo oggi
pomeriggio davanti a Montecitorio, dall’altra mi sto battendo, con il
mio Governo, per ottenere l’introduzione di una norma specifica,
all’interno del decreto anticrisi, che restituisca all’industria
dell’intrattenimento quei soldi necessari ad evitare il fallimento di
migliaia di imprese, la perdita di centinaia di migliaia di posti di
lavoro.”

L’On. Gabriella Carlucci, ospite questa mattina della trasmissione di
Corradino Mineo “Il Caffè”, in onda su Raitre a partire dalle 7:30, la
quale si occuperà di tagli al Fondo unico per lo Spettacolo, ha
dichiarato inoltre:

“La crisi ha colpito tutti i settori produttivi. Escludere il mondo
dello spettacolo dalle misure straordinarie e temporanee di sostegno
all’economia, correttamente e prontamente previste dall’esecutivo,
potrebbe essere estremamente pericoloso. Spero che nelle prossime ore
si riesca a raggiungere un punto di sintesi e di convergenza tra
comprensibili esigenze di bilancio e necessario sostentamento e
finanziamento di un settore che rischia il tracollo.”

Fus. Carlucci e Barbareschi: chiediamo udienza al Presidente Napolitano

lug 17

“Il mancato ripristino dei fondi del Fus rende la situazione delle
imprese e dei lavoratori del mondo dello spettacolo decisamente
drammatica. Arrivati a questo punto, nel pieno rispetto delle
prerogative e dell’autonomia del Presidente della Repubblica,
chiediamo di incontrare il Presidente Napolitano per sollecitare un
suo intervento diretto ed immediato. 250mila posti di lavoro sono in
pericolo, migliaia di imprese rischiano di fallire, un intero settore
produttivo nazionale rischia il collasso. L’industria
dell’intrattenimento è stata completamente esclusa dalle misure
anticrisi e questo è assolutamente inaccettabile. Nel nostro Paese non
possono esistere aziende di serie a ed aziende di serie b. Siamo al
fianco di tutti gli operatori del mondo dello spettacolo e delle
manifestazioni di civile protesta che vorranno porre in essere per
testimoniare tutto il loro disagio, tutta la loro delusione.”

Fus:presentato emendamento per il reintegro

lug 17

“Ho presentato un emendamento al decreto anticrisi per chiedere il
reintegro di 100 milioni di euro a favore del Fus. Lo spettacolo dal
vivo, al pari di altri settori produttivi del paese, ha bisogno di
aiuto e sostegno per superare la drammatica crisi economica mondiale.
Esprimo profonda soddisfazione per la convergenza dell’opposizione su
di una battaglia che ci vede in prima linea da sempre al fianco del
mondo dello spettacolo e dei suoi operatori. Spero che il governo
riesca a soddisfare le nostre richieste, coniugando rigore nei conti
pubblici e necessario sostentamento di settori vitali per la nostra
economia.”

Una legislatura innovativa per lo spettacolo italiano:laboratorio politico

apr 10

Gabriella Carlucci : ‘Una legislatura innovativa per lo spettacolo’. Laboratorio politico lunedì 7 aprile a Roma al Teatro Valle

dalla Redazione  Key4Biz
Per lunedì pomeriggio 7 aprile, nel centralissimo Teatro Valle di Roma, Gabriella Carlucci , Responsabile Cultura e Spettacolo di Forza Italia, ha promosso un convegno-laboratorio, dedicato alla presentazione delle proposte di legge del Popolo della Libertà, che verranno depositate all’avvio della prossima legislatura e immediatamente sottoposte all’attenzione del nuovo Governo.

Si tratta di 5 provvedimenti, sottoposti a pubblico dibattito con gli operatori del settore (sia della sfera artistico-autoriale sia della sfera economico-imprenditoriale) :
- Legge Quadro sullo Spettacolo dal Vivo

- Linee-guida per la riforma delle Fondazioni Lirico Sinfoniche

- Pacchetto Welfare per i Lavoratori dello Spettacolo 

- Interventi per lo Sviluppo del Cinema Italiano

- Fiscalità e Mecenatismo per la Cultura , lo Spettacolo, le Arti

Oltre a Carlucci, sono previsti, come relatori, l’onorevole Renato Brunetta, il senatore Maurzio Sacconi, e Luca Barbereschi, quest’ultimo come esponente di punta della componente Alleanza Nazionale all’interno del Popolo della Libertà.

Moderatore dell’incontro sarà Angelo Zaccone Teodosi, Presidente IsICult – Istituto italiano per l’Industria Culturale.

Sono previsti i saluti di Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini, Gianni Alemanno.

Al termine dell’incontro, anche per evidenziarne il carattere irrituale, avrà luogo la presentazione dello spettacolo teatrale Come spiegare la storia del comunismo ai malati di mente” di Matei Visniec, regia di Giampiero Borgia. Sarà presente anche Razvan Rusu, Ambasciatore di Romania in Italia.

Nelle intenzioni dei promotori, si tratta di una occasione laboratoriale aperta : è impossibile sfuggire la tentazione “elettoralistica”, ma si intende stimolare un dibattito critico sul “meglio” e sul “peggio” del sistema dello spettacolo in Italia, ovviamente per esaltare i “benchmark” e ridurre gli sprechi. Sono stati invitati operatori del settore senza alcuna preclusione ideologica.

Queste le tesi programmatiche annunciate dalla Carlucci: investire per la cultura, lo spettacolo, le arti : non spendere meno, ma spendere meglio

Lo spettacolo italiano sembra essere “in crisi” da sempre, forse dalla nascita : le cronache giornalistiche registrano, nel corso dei secoli, crisi del melodramma e crisi del cinema…

Forse questa crisi “strutturale” è un paradossale sintomo di vitalità e crescita, e come tale va interpretata, trasformando la crisi in crescita, superando le criticità, emulando i casi di eccellenza.

In Italia, lo spettacolo è un settore importante della società e dell’economia : anche se non si dispone ancora di dati precisi, si può stimare che esso impieghi oltre 200mila lavoratori (anche se in parte precari), migliaia di imprese (spesso micro-aziende), centinaia di enti no profit ed associazioni, e produca anzitutto ricchezza culturale, estensione del pluralismo espressivo, libertà artistica,  democrazia autentica, prima che ricchezza economica (lavoro occupazione indotto turismo culturale).

Col linguaggio della “new economy” : “content multimedia”, contenuti per tutte le piattaforme.

Nel marzo 2008, alla fine della quindicesima legislatura, la Responsabile Spettacolo di Forza Italia  ha elaborato un documento aperto intitolato “Appunti per un’agenda di liberalizzazione e sviluppo.

Una legislatura per lo spettacolo e le arti “, frutto di un primo confronto con una parte degli operatori del settore, alla luce dell’esperienza legislativa degli ultimi governi e parlamenti.

A fronte delle dinamiche conservative, e spesso passatiste, e del rischio un “governo” culturale dirigista dello spettacolo, Gabriella Carlucci ha inteso promuovere un laboratorio aperto sulla politica e sull’economia della cultura, senza discriminazioni di provenienza politica e ideologica, per consentire un confronto sul “peggio” e sul “meglio” dello spettacolo italiano, per intercettare idee concrete e proposte innovative.

Alcuni liberisti invocano addirittura l’abolizione totale del Fondo Unico per lo Spettacolo, convinti che il libero mercato spazzi via, magicamente, caste protette e sovvenzioni sprecate.

E’ una prospettiva estremista e pericolosa. Il Fus va corretto non eliminato, altrimenti si corre il rischio di buttare il bambino insieme all’acqua sporca.

Un “buon governo” dello spettacolo deve essere animato da alcune regole-quadro :

- estensione dello spettro dell’offerta, stimolazione della creatività giovanile

- massima libertà alle imprese, con particolare sostegno all’innovazione e internazionalizzazione

- promozione del welfare : assoluta tutela delle autorialità e delle professionalità

- analisi dell’efficienza ed efficacia dell’intervento della mano pubblica, ex-ante ed ex-post

- eliminazione delle pratiche assistenziali e razionalizzazioni degli enti pubblici culturali

- centralità della funzione di formazione, ricerca e sperimentazione dei finanziamenti pubblici

- preferibilità degli strumenti di incentivazione fiscale rispetto agli interventi diretti”.
 

Una legislatura innovativa per lo spettacolo italiano

apr 10

Il Popolo delle Libertà annuncia la riforma del settore spettacolo: modernizzazione, liberalizzazione, meritocrazia. E una “cabina di regia” per gestire al meglio i 6,3 miliardi di euro che Stato, Regioni, Province, Comuni destinano alla cultura.
Roma, 7 aprile 2008 – Il Popolo delle Libertà ha presentato oggi al Teatro Valle di Roma, in un incontro promosso da Gabriella Carlucci, Responsabile Cultura e Spettacolo di Forza Italia, e Luca Barbareschi, candidato di Alleanza Nazionale, le proposte di riforma del settore dello spettacolo.
Modernizzazione, liberalizzazione, meritocrazia sono i concetti-chiave intorno ai quali ruotano le proposte: una legge-quadro sullo spettacolo dal vivo (teatro, in primis) ed una serie di “leggi di sistema” per gli altri settori, per arrivare poi ad un “testo unico” sullo spettacolo.
Lo Stato non deve investire meno, ma meglio, con una gestione più oculata e trasparente del Fondo Unico per lo Spettacolo. Nessuno deve ridurre il Fus, ma il Fus deve essere riformato, per verificare se è giusto assegnare 200 milioni di euro agli enti lirici e solo 8 milioni di euro alla danza.
Durante i lavori è emerso come ormai lo Stato centrale (Ministero) conti solo per un 30 % nei finanziamenti alla cultura (1.860 milioni nell’esercizio 2006), una cifra quasi raggiunta dalle Regioni, che sono a quota 26 % (1.600 milioni), e ben superata dai Comuni, con il 44 % (2.800 milioni): ne deriva la necessità di una “cabina di regia” nazionale, che eviti gli sprechi e cerchi le sinergie.

In un documento tecnico di 40 pagine, di fronte ad una platea di operatori del settore, Carlucci ha illustrato, settore per settore, le criticità esistenti e gli interventi da mettere in atto: dalla necessità di un maggiore raccordo tra gli enti lirici per ridurre i costi di produzione alla rifondazione di Cinecittà, che deve inglobare anche il Centro Sperimentale di Cinematografia, dalla compagnia nazionale per la danza ad un Ente Teatrale Italiano riformato per dare maggiore libertà agli operatori privati.

E’ emersa la volontà di imprimere al settore una azione di riforma radicale ma non aggressiva, che consenta di addivenire ad un rapporto ben temperato tra mano pubblica ed operatori privati, che riduca l’intervento diretto dello Stato (sovvenzioni) a favore dell’intervento indiretto (tax shelter ed altre agevolazioni fiscali). Si prevede di sviluppare interventi a favore dell’impresa culturale, della creatività giovanile, e provvedimenti a tutela del welfare dei lavoratori dello spettacolo (per esempio, la pensione agli attori sulla base di 120 giorni all’anno di lavoro).
Carlucci ha richiesto che tutti i finanziamenti pubblici allo spettacolo siano trasparenti, costituendo una banca-dati nazionale alla quale possano accedere tutti i cittadini, che i dirigenti delle società pubbliche nel settore spettacolo vengano selezionati per bando pubblico internazionale.
L’esigenza primaria è l’efficacia e l’efficienza dell’intervento dello Stato nella cultura, garantendo la massima trasparenza.


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