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Il web incriminato

dic 22

Giovedì 17 il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro Maroni, dopo la comparsa di gruppi che esaltano il gesto contro il Premier, presenterà iniziative per le pagine Web “incriminate”, ovvero contro internet violento: finalmente. Bene. E, caro onorevole Casini, non è affatto un’iniziativa illiberale, ma di civiltà.

E’ da tempo che ripeto che occorre regolare il web senza censurarlo. Il 5 febbraio scorso nel decreto sicurezza del governo veniva inserito un emendamento firmato dal senatore Udc D’Alia (caro Casini) che prevedeva (in caso di reato o di apologia di reato) l’oscuramento di siti come Facebook o Youtube. L’emendamento, purtroppo, venne abrogato, e così due mesi fa fece apparizione su Facebook un gruppo dal nome “Uccidiamo Berlusconi”, poi seguita da “Uccidiamo Marrazzo” e così via. Il dibattito finalmente si riapre oggi, in seguito alla comparsa su Facebook di gruppi che inneggiano a Massimo Tartaglia, l’uomo che a Milano ha aggredito Berlusconi. Subito dopo l’aggressione sono comparsi su Facebook, infatti, numerosi gruppi di discussione dedicati all’avvenimento. Alcuni sono nati per manifestare solidarietà al premier, altri per inneggiare all’aggressore: uno di questi conta più di 500mila iscritti, mentre cercando sul social network la voce Massimo Tartaglia, si scopre che ha 55mila fans. Inaudito! E’ necessario oscurare le pagine web “incriminate”, occorre intervenire per porre fine a questo scempio.

Non dobbiamo lasciare sola la Polizia postale e delle comunicazioni a controllare la rete, occorre prevenire le campagne d’odio che corrono sul web. Ci dev’essere un monitoraggio dei siti, dei social network, dei blog, delle chat

Non è più possibile tollerare la presenza in internet di espressioni vergognose e moralmente inaccettabili. Com’è possibile non essere d’accordo sull’oscuramento dei siti in cui si inneggia alla vigliacca aggressione subita dal presidente Silvio Berlusconi.

Ha ragione la  parlamentare del Pdl, Gabriella Carlucci che ha ricordato ieri come “Internet e i social network stanno diventando, ogni giorno di più, canali e strumenti di diffusione di odio e veleno. È giunto il momento di eliminare definitivamente l’anonimato in rete”. Il Parlamento appoggi la sua proposta di legge sull’eliminazione dell’anonimato in rete. Non è un provvedimento contro la rete, non è contro la libertà di espressione, ma contro i criminali che abusano di internet per infrangere la legge. I social network, i siti, i blog  si sono trasformati in pericolose armi in mano a pochi delinquenti che, sfruttando l’anonimato, incitano alla violenza, all’odio sociale, alla sovversione.

Daniele Damele

www.danieledamele.it

Il problema dell’anonimato in rete

dic 14

Internet e i social network stanno diventando, ogni giorno di più, canali e strumenti di diffusione di odio e veleno. I gruppi nati su Facebook per inneggiare alla vile aggressione, subita ieri a Milano dal Presidente Berlusconi, provano, ancora una volta, che è giunto il momento di eliminare definitivamente l’anonimato in rete. Chiedo al Ministro Maroni ed al Ministro Alfano, il quale tempo fa aveva annunciato provvedimenti in tale direzione, di appoggiare la mia proposta di legge anti-anonimato presentata alla Camera dei Deputati qualche mese fa. Un provvedimento che non è contro la rete, non è contro la libertà di espressione, ma contro i criminali che abusano di Internet per infrangere la legge. E’inconcepibile ed inaccettabile che al gesto incontrollato di un folle sia seguita l’adesione fredda e cosciente di migliaia di persone. I social network non sono più luoghi di incontro e socializzazione virtuale. Si sono trasformati in pericolose armi in mano a pochi delinquenti che, sfruttando l’anonimato, incitano alla violenza, all’odio sociale, alla sovversione.”

Minori:necessaria identificazione non accompagnati

mar 2

“Il Ministro dell’Interno ci ha illustrato un quadro d’insieme davvero preoccupante. I minori stranieri non accompagnati in Italia sono 8000 e soltanto il 23% risulta identificato. In considerazione di questi dati estremamente allarmanti, abbiamo concordato con il Ministro Maroni la presentazione di un emendamento al decreto sicurezza che agevoli e garantisca l’identificazione di tutti i minori stranieri residenti nel nostro Paese. Una norma importante per assicurare una migliore tutela di questi adolescenti spesso vittime di loschi traffici. Un passo decisivo, condiviso anche dalla minoranza, per tentare di risolvere un problema drammatico. Un emendamento importante per istituire un sistema di accoglienza dei minori efficace ed effettivo.”

Stupri: da oggi le donne italiane piu’ sicure

feb 20

“L’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto legge antistupri rende le donne italiane più sicure e più garantite. Le ronde gestite da ex professionisti dell’ordine pubblico, il gratuito patrocinio per le vittime di abusi sessuali, il veto su eventuali sconti e benefici per gli stupratori, sono misure efficaci per un miglior controllo del territorio ed una tutela effettiva delle donne violentate. Ringrazio i ministri Carfagna, Maroni ed Alfano che con rigore e spirito di collaborazione hanno redatto in poco tempo un decreto importantissimo per combattere una piaga sociale come quella degli stupri ai danni di povere donne indifese.”

Minori: l’allarme di Maroni non rimanga inascoltato

feb 1

“L’allarme lanciato dal Ministro Maroni su un presunto traffico di organi di minori anche in Italia non può rimanere inascoltato. La Commissione Bicamerale per l’Infanzia, sin dall’inizio dell’attuale legislatura ha posto tra le sue priorità la questione dei minori non accompagnati presenti  nel nostro Paese. Dalle indagini che organismo parlamentare ha realizzato è emerso  che occorre modificare immediatamente la normativa vigente, la quale presenta numerose lacune. Il sistema attuale prevede assistenza e prime cure per i minori extracomunitari gravitanti sul nostro territorio senza accompagnamento, ma poco statuisce per la fase successiva alla prima accoglienza. Per evitare che cadano vittima di traffici illeciti, a volte dalle conseguenze terrificanti, occorre necessariamente prevedere il rimpatrio immediato di questi poveri bambini. Spero che il Ministro Maroni venga quanto prima in audizione per illustrare le reali dimensioni del problema e delineare gli strumenti di contrasto che intende porre in essere.”


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