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Pedofilia:occorre eliminare l’anonimato in rete per sconfiggere quella on line

mag 6

“La pedofilia in rete è un problema drammatico. Quattro orchi travestiti da agnellini, coprendosi dietro il paravento dell’anonimato, usavano internet per i loro loschi traffici. Ci sono voluti ben due anni di indagini, lo sforzo di oltre trecento militari tra Carabinieri e Guardia di Finanza, migliaia di euro per la cattura di soltanto quattro uomini. L’eliminazione dell’anonimato in rete, invece, permetterebbe di risparmiare risorse economiche preziose per il nostro paese e liberare le forze dell’ordine da indagini lunghe ed estenuanti. E’ per questi motivi che mi batterò perchè la mia proposta di legge che intende porre una seria e rigorosa regolamentazione di internet venga approvata quanto prima. Essa si basa sull’eliminazione dell’anonimato, che finora ha permesso il proliferare della pedofilia in rete. Non possiamo aspettare oltre e permettere che la piaga della pedofilia online continui a diffondersi.”

Pedofilia e internet

mar 3

relazione-introduttiva

proposta-di-legge 

Oltre cinquemila segnalazioni e centinaia di casi di pedofilia accertati ogni anno, un’enormita’. Bambini che, dal primo anno di vita sono vittime di abuso, molestie sessuali. Tanti i casi che non vengono alla luce perche’ mai denunciati, spesso per vergogna o mancanza di fiducia nella giustizia. Ma soprattutto un aumento allarmante della pedopornografia online negli ultimi cinque anni del 131% e una schiera di “insospettabili” scoperti a produrre o scambiare migliaia di immagini pedopornografiche. Un dossier del Telefono Arcobaleno ha reso noto che l’Italia è al 5° posto nel mercato pedopornografico online.

Una vergogna va contrastata con tutte le risorse possibili.

Ecco un riepilogo dei casi avvenuti solo negli ultimi giorni nel nostro Paese:

• Belmonte: indagato bidello di una scuola, scambiava foto e video su Internet
• Pedofilia web: Professore arrestato:”Foto vietate? Prima la curiosità, poi il vizio” 
• Pedofilia on line, operazione Thai: arrestato insegnante casertano
• Pedofilia su Internet: indagato architetto savonese ex insegnante, sequestrati filmati “raccapriccianti”
• Arrestato professionista napoletano colpevole di aver abusato di minori adescati su chat e social network offrendo false generalità.

Di fronte a questa situazione drammatica ho pensato di presentare una proposta di legge per regolamentare Internet, la quale, prevedendo il divieto dell’anonimato in rete, contribuisse ad impedire che casi simili si ripetano in Italia. Inspiegabilmente la proposta ha ricevuto critiche selvagge, a volte sfociate in volgari offese, come nel caso del Sig. Sozzi al quale ho risposto con la seguente lettera, che pubblico per far comprendere le reali ragioni della mia proposta.

Egregio Signor Sozzi,

sarei fortemente tentata di non rispondere alla sua lettera.

Fatico molto a rispettare il pensiero e a dialogare con chi come lei usa con leggerezza, e peraltro totalmente fuori contesto, un verbo – stuprare – che rappresenta per milioni e milioni di donne oggi nel mondo, e per miliardi di donne nella storia dell’umanita’, il piu’ mostruoso, lacerante e incancellabile oltraggio alla vita stessa.

Se questo e’ il livello della sua sensibilita’ su un tema cosi’ grave e delicato, capisco bene che le sia difficile comprendere il valore della mia proposta di legge tesa unicamente a tutelare alcuni diritti fondamentali dalle violazioni che possono venire commesse utilizzando in maniera subdola e pericolosa le potenzialita’ dell Rete.

Detto questo, poiche’ e’ mio compito di parlamentare della Repubblica dare ascolto anche alle voci piu’ becere e preconcette, la invito a leggere il testo della relazione introduttiva e a rilevare che la legge non contiene alcuna previsione sanzionatoria, ma si limita a inquadrare alcuni comportamenti commessi tramite la rete riconducendoli in fattispecie normative gia’ esistenti nel nostro ordinamento.

Concordera’, infatti, con me che anche i ‘cittadini della rete’, come lei si definisce, abbiano gli stessi diritti ma anche gli stessi doveri dei ‘cittadini non della rete’, o meglio dei ‘normali’ cittadini della Repubblica Italiana.

Buona lettura e buone riflessioni !

GC
Per rendere edotto, chi voglia, sulle reali intenzioni della sottoscritta e i reali contenuti della proposta trovate nel link sottostante il testo dell’A.C. 2195 “Disposizioni per assicurare la tutela della legalità nella rete internet e delega al Governo per l’istituzione di un apposito comitato presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni”

Augurandovi buona lettura vi saluto cordialmente. Gabriella Carlucci

http://www.glielettiblog.it/?p=1029

Pedofilia: occorre combattere l’anonimato in rete

feb 25

“Non possiamo continuare a permettere che orchi travestiti da agnellini, sfruttando l’anonimato assicurato dalla rete, utilizzino Internet per adescare giovani prede. Il caso del professionista di una cittadina vicino Napoli, arrestato ieri con l’accusa di aver adescato una minorenne offrendo false generalità e fingendosi suo coetaneo, lo dimostra drammaticamente. Dietro nickname fantasiosi spesso si nascondono terribili pericoli per i nostri figli. Per questo ho presentato una proposta di legge che, implicando l’obbligo della tracciabilità di chi pubblica e di cosa viene pubblicato su Internet,  impedisca di fatto il ripetersi di casi analoghi. Davvero non comprendo il polverone di polemiche sollevato da questa mia proposta. Chi non ha nulla da nascondere non deve temere nulla dall’approvazione della mia legge. Del resto non possiamo più sopportare che uno strumento magnifico come la rete venga utilizzato da pericolosi criminali per i loro loschi traffici spesso purtroppo a sfondo sessuale.”

PEDOFILIA: OCCORRE INFORMARE I RAGAZZI SUI PERICOLI DI FACEBOOK E DELLA RETE

gen 15

“I risultati del report 2008 sulla pedofilia, presentato oggi dall’Associazione Meter Onlus di Don Fortunato di Noto, sono davvero preoccupanti. I dati ci confermano che sempre più spesso i pedofili sfruttano la rete e l’anonimato per i loro loschi traffici. Due le priorità che, a mio avviso, le istituzioni e la politica devono perseguire con grande determinazione: una campagna informativa sui media nazionali che segnali ai nostri figli i gravissimi rischi, spesso occulti, che viaggiano sulla rete e sui Social network come Facebook. In secondo luogo, occorre velocizzare l’approvazione delle proposte di legge, in discussione nella Commissione Giustizia della Camera, le quali istituiscono lo specifico reato di adescamento telematico. Dobbiamo dare risposte concrete ed immediate ad un fenomeno pericoloso e purtroppo sempre più diffuso.”


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