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Scuola:BENE BERLUSCONI SU CLASSI PONTE. SINISTRA FA PROPAGANDA E DISINFORMAZIONE
“Concordo pienamente con il giudizio positivo espresso dal presidente Berlusconi sull’ipotesi di istituire classi ponte per i bambini immigrati. La sinistra, come al solito, sa fare soltanto becera propaganda e irresponsabile disinformazione. La proposta delle classi di inserimento per i piccoli extracomunitari parte da un dato di fatto estremamente preoccupante: secondo i dati ufficiali forniti dal Ministero dell’Istruzione, gli alunni stranieri hanno raggiunto la quota spaventosa di quasi 570 mila unità, pari al 6,4% della popolazione scolastica e nel giro di pochi anni diventeranno addirittura un milione. La maggior parte di essi non conosce una parola di italiano e per questo spesso accumula un significativo ritardo scolastico. Cosa c’è di tanto scandaloso nel prevedere classi di inserimento che consentano loro di apprendere l’italiano nel più breve tempo possibile? Nelle scuole americane, gli alunni in ritardo nell’apprendimento della lingua, anche di nazionalità statunitense, vengono inseriti in apposite classi ponte. I bambini immigrati, molto spesso, vengono inseriti ad anno scolastico inoltrato con enormi disagi per il regolare svolgimento della didattica. Cosa c’è di razzista nel prevedere che l’inserimento di questi ragazzi avvenga entro e non oltre il 31 Dicembre? L’opposizione, prima di accusare la maggioranza, dovrebbe leggere i dati ufficiali diffusi dal ministero dell’Istruzione. Quello dell’inserimento dei bambini immigrati è un problema reale e va risolto immediatamente. La sinistra faccia proposte concrete ed alternative invece di vendere fumo.”
Scuola:dopo la riforma Gelmini occorre ristrutturare gli edifici
L’On. Gabriella Carlucci, Vicepresidente della Commissione Bicamerale per l’Infanzia, ha dichiarato:
“Dopo la riforma Gelmini che incide su organici e didattica, Governo ed enti locali devono intervenire immediatamente per ristrutturare tutti quegli immobili scolastici che stanno cadendo a pezzi. I dati del Rapporto annuale su sicurezza, qualita’ e comfort degli edifici scolastici, presentato oggi a Roma da Cittadinanzattiva, sono a dir poco agghiaccianti. I nostri figli sono in serio pericolo, dentro scuole ed istituti malsani, senza riscaldamenti, con impianti elettrici vecchi di quarant’anni e quindi assolutamente non a norma, bagni sudici che non rispettano le più elementari norme igienico-sanitarie. Il Ministero dell’Istruzione ha già annunciato lo stanziamento di 300 milioni di euro destinato ad uno specifico piano per l’edilizia scolastica, un primo passo verso la completa messa in sicurezza degli edifici scolastici pubblici. Il Governo Berlusconi ha ereditato un’Italia in condizioni pietose, letteralmente a pezzi. Sono sicura che con impegno e competenza riusciremo a rimetterla in piedi”
Apc-Scuola: su bocciatura sentenza buonista. Non lamentiamoci poi del bullismo nelle scuole
Roma, 24 set. (Apcom) – Fa discutere la sentenza di Cassazione
che ha giudicato un reato la minaccia di bocciatura
ingiustificata rivolta da un docente a uno studente. “Non sono
d’accordo – dice in una nota Gabriella Carlucci (Pdl),
vicepresidente della Commissione bicamerale per l’Infanzia – con
la sentenza della Cassazione che punisce un docente con l’accusa
di aver minacciato di bocciatura un proprio alunno”.
Secondo l’esponente azzurra “ancora una volta la Suprema Corte
emana una sentenza pericolosa e buonista ma soprattutto
assolutamente sorprendente. Per educare i ragazzi il corpo
docente deve poter esercitare la propria autorità anche con
durezza e rigore. La promozione è l’obiettivo che l’alunno deve
porsi alla fine dell’anno scolastico. Minacciare di bocciare un
soggetto indisciplinato e scarsamente produttivo è un modo per
spronarlo ad assumersi le proprie responsabilità e per
convincerlo a rispettare le regole di buona educazione che devono
essere alla base di una convivenza civile all’interno della
classe”.
“Non ha alcun senso – commenta ancora Carlucci – lamentarsi dei
continui episodi di bullismo, della mancanza di autorità e di
autorevolezza degli insegnanti italiani nelle scuole, se le
indicazioni dettate dalla Suprema Corte perseguono poi una
direzione diametralmente opposta”.
SCUOLA: CARLUCCI (PDL), NON CI PUO’ LAMENTARE DEL BULLISMO DOPO SENTENZA SU BOCCIATURA =
PER EDUCARE I DOCENTI DEVONO ESERCITARE LA PROPRIA AUTORITA’
Roma, 24 set. – (Adnkronos) – “Non lamentiamoci poi del bullismo
nelle scuole”. Lo ha affermato Gabriella Carlucci del Pdl,
vicepresidente della Commissione Bicamerale per l’Infanzia, esprimendo
il suo disaccordo con la sentenza della Cassazione che punisce un
docente con l’accusa di aver minacciato di bocciatura un proprio
alunno. “Ancora una volta – ha continuato Carlucci – la Suprema Corte
emana una sentenza pericolosa e buonista ma soprattutto assolutamente
sorprendente. Per educare i ragazzi il corpo docente deve poter
esercitare la propria autorita’ anche con durezza e rigore. La
promozione e’ l’obiettivo che l’alunno deve porsi alla fine dell’anno
scolastico”.
“Minacciare di bocciare un soggetto indisciplinato e scarsamente
produttivo – ha detto la vicepresidente della Commissione Bicamerale
per l’Infanzia – e’ un modo per spronarlo ad assumersi le proprie
responsabilita’ e per convincerlo a rispettare le regole di buona
educazione che devono essere alla base di una convivenza civile
all’interno della classe. Non ha alcun senso lamentarsi dei continui
episodi di bullismo, della mancanza di autorita’ e di autorevolezza
degli insegnanti italiani nelle scuole, se le indicazioni dettate
dalla Suprema Corte perseguono poi una direzione diametralmente
opposta”.
Scuola, Carlucci (Pdl): Sentenza buonista su bocciatura
Roma, 24 SET (Velino) – “Non sono d’accordo con la
sentenza della Cassazione che punisce un docente con l’accusa
di aver minacciato di bocciatura un proprio alunno. Ancora
una volta la Suprema Corte emana una sentenza pericolosa e
buonista ma soprattutto assolutamente sorprendente”. Lo ha
dichiarato Gabriella Carlucci, vicepresidente della
commissione bicamerale per l’Infanzia. “Per educare i ragazzi
- ha aggiunto – il corpo docente deve poter esercitare la
propria autorita’ anche con durezza e rigore. La promozione
e’ l’obiettivo che l’alunno deve porsi alla fine dell’anno
scolastico. Minacciare di bocciare un soggetto indisciplinato
e scarsamente produttivo e’ un modo per spronarlo ad
assumersi le proprie responsabilita’ e per convincerlo a
rispettare le regole di buona educazione che devono essere
alla base di una convivenza civile all’interno della classe.
Non ha alcun senso lamentarsi dei continui episodi di
bullismo, della mancanza di autorita’ e di autorevolezza
degli insegnanti italiani nelle scuole, se le indicazioni
dettate dalla Suprema Corte perseguono poi una direzione
diametralmente opposta”. (com/mlm)
Scuola: La sinistra alimenta l’odio conto il Ministro Gelmini
SCUOLA: CARLUCCI, SINISTRA ALIMENTA CAMPAGNA ODIO
(ANSA) – ROMA, 10 SET - ”La sinistra, con i suoi toni
arroganti e violenti, alimenta una pericolosa campagna d’odio
contro il Ministro Gelmini”. Lo afferma Gabriella Carlucci,
vicepresidente della commissione Bicamerale per l’Infanzia.
”I fischi di oggi – spiega – costituiscono un episodio
gravissimo, un atto di prepotenza teso ad intimidire il Ministro
della Pubblica Istruzione. Evidentemente sono stati toccati
nervi scoperti ed interessi fortissimi. L’opposizione invece di
stigmatizzare quanto accaduto, continua a buttare benzina sul
fuoco, nella speranza di fomentare lo scontro sociale ed il
risentimento popolare verso una riforma che, ai piu’, e’
sembrata giusta e doverosa”.
Carlucci si dice infine ‘’sicura che il Ministro Gelmini non
si fara’ in alcun modo intimidire e continuera’ nella sua opera
di rinnovamento della scuola italiana, eliminando sprechi,
privilegi ed inefficienze.” (ANSA).
SCUOLA: CARLUCCI (PDL), SINISTRA ALIMENTA CAMPAGNA D’ODIO ANTI-GELMINI =
‘MINISTRO NON SI FARA’ INTIMIDIRE E CONTINUERA’ A ELIMINARE
SPRECHI ED INEFFICIENZE’
Roma, 10 set. – (Adnkronos) – “La sinistra, con i suoi toni
arroganti e violenti, alimenta una pericolosa campagna d’odio contro
il Ministro Gelmini. I fischi di oggi costituiscono un episodio
gravissimo, un atto di prepotenza teso ad intimidire il ministro della
Pubblica Istruzione. Evidentemente sono stati toccati nervi scoperti
ed interessi fortissimi”. Lo afferma Gabriella Carlucci,
vicepresidente della Commissione Bicamerale per l’Infanzia del Pdl.
“L’opposizione -aggiunge Carlucci- invece di stigmatizzare
quanto accaduto, continua a buttare benzina sul fuoco, nella speranza
di fomentare lo scontro sociale ed il risentimento popolare verso una
riforma che, ai piu’, e’ sembrata giusta e doverosa. Sono sicura che
il ministro Gelmini non si fara’ in alcun modo intimidire e
continuera’ nella sua opera di rinnovamento della scuola italiana,
eliminando sprechi, privilegi ed inefficienze”.
SCUOLA. CARLUCCI(PDL): I FISCHI ALLE GELMINI ATTO DI PREPOTENZA
E SINISTRA INVECE DI STIGMATIZZARE GETTA BENZINA SU FUOCO
(DIRE) Roma, 10 set. – “La sinistra, con i suoi toni arroganti e
violenti, alimenta una pericolosa campagna d’odio contro il
Ministro Gelmini. I fischi di oggi costituiscono un episodio
gravissimo, un atto di prepotenza teso ad intimidire il Ministro
della Pubblica Istruzione”. Cosi’ Gabriella Carlucci,
vicepresidente della commissione Bicamerale per l’Infanzia,
commenta l’episodio dei fischi al ministro dell’Istruzione
Mariastella Gelmini.
“L’opposizione- continua- invece di stigmatizzare quanto
accaduto, continua a buttare benzina sul fuoco, nella speranza di
fomentare lo scontro sociale ed il risentimento popolare verso
una riforma che, ai piu’, e’ sembrata giusta e doverosa”.
Troppo potere ai media, servono correttivi, e non da meno…il buonsenso!
intervento
On. Gabriella Carlucci
Dove sta andando il mondo dei media? E quali sono i pericoli che un’informazione e un intrattenimento senza “confini artistici”o senza rispetto della dignità costituiscono per le generazioni più giovani? Quali sono gli effetti che comunicazione, pubblicità e intrattenimento producono su suoi utenti?Sono questi gli interrogativi che dobbiamo porci, per evitare che i mezzi di comunicazione prendano direzioni sbagliate e che a rimetterci sia il futuro e la formazione dei nostri figli.
Premetto che sono un’accanita sostenitrice della libertà di stampa, di importanza fondamentale per una società libera e democratica. Per rendersi conto di quanto importante sia stata questa conquista per le civiltà occidentali, è sufficiente pensare all’arretratezza e agli squilibri in cui versano alcuni paesi – Asia e Medio Oriente in cima alla classifica – in cui la libertà di stampa risulta minacciata, e i media devono fare quotidianamente i conti con la repressione o con la censura.
Tuttavia, libertà dei media significa anche rispetto delle regole professionali, del buonsenso, e della sensibilità dei diversi interlocutori. I minori per primi. E’ di qualche giorno fa la polemica nei confronti di Sony e di Mtv per aver mandato in onda il video di una donna tagliata a pezzi invocando la libertà artistica.
La matassa di questo paradosso non è facile da sbrogliare. Il diritto a ricevere e fare comunicazione (art. 13) e il diritto alla tutela da una comunicazione nociva ( art. 17) sono concetti chiaramente richiamati dalla Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia. Ciò significa che, una buona informazione, deve fare riferimento anche alla responsabilizzazione sociale. Se il tempo trascorso dai bambini davanti alla tv o in internet o con i videogiochi è pari, se non superiore, al tempo trascorso a scuola, possiamo a buon diritto definire i media una sorta di agenzia educativa che concorre alla formazione dei ragazzi. Di qui scaturisce una responsabilità dei media nei loro confronti, che non si deve configurare solo come tutela e protezione da contenuti potenzialmente dannosi, ma anche come promozione di contenuti funzionali ad una formazione psicofisica equilibrata.
Dai cartoni animati alle figurine adesive, da internet ai videogiochi, dai cartelloni pubblicitari alle raffigurazioni stampate sui capi d’abbigliamento per ragazzi, per finire al cellulare, nel panorama multimediale attuale questi strumenti stanno divenendo i mezzi preferiti di comunicazione interpersonale delle giovani generazioni. Il padre del villaggio globale, Marshall McLuhan, parlava dei media come estensione delle facoltà sensoriali dell’uomo. Figuriamoci cosa accade nell’encefalo di un ragazzo! Occorre, quindi, da una parte che questi strumenti tengano conto della sensibilità e della fragilità dei loro interlocutori, amputando ogni modello violento o diseducativo che possa nuocere alla loro crescita, e dall’altro insegnare ai ragazzi a decodificare i messaggi di allarme contenuti in essi.
Il comitato di controllo media e minori nel suo consuntivo 2007,fa rilevare una accentuazione in termini preoccupanti, nei numeri e nei toni, della programmazione violenta, soprattutto in film,telefilm,trasmissioni informative,compresi i tg e persino i cartoni dedicati ai bambini.
Infatti delle 37 violazioni rilevate,ben 23 riguardano la violenza nelle sue diverse accezioni:psicologica,fisica,verbale,singola,di branco,nella scuola,negli stadi. Tutti casi nei quali si può generare emulazione,ma soprattutto fornire una distorta visione del mondo,che alla lunga può
creare un atteggiamento di indifferenza nei confronti della violenza, mentre il persistere di rotocalchi informativi dedicati alla nera e al gossip può indurre ad un rapporto con gli altri tra lo sfiduciato e l’irresponsabile.
Se si arriva, come oggi con questo convegno, a dedicare un focus all’analisi dei linguaggi multimediali e alla responsabilità sociale dei media, in rapporto alla loro influenza sull’educazione e sulla formazione adolescenziale, è perché qualcosa è andato storto. Negli anni, troppe volte i mezzi di comunicazione hanno accarezzato l’esagerazione, moltiplicando i fenomeni di bullismo, violenza o emarginazione sociale. Una preoccupazione che, qualche settimana fa, ha addirittura scatenato una “tirata d’orecchie” ai media, dal Santo Padre.
Un appello articolato, centrato sull’importanza della responsabilità sociale dei media nell’educazione dei bambini e su come valorizzare “quello che è esteticamente e moralmente eccellente”. Di fronte ai contenuti feroci, spiega il Papa, i bambini “devono essere aiutati a sviluppare la propria opinione, la prudenza e la capacità di discernimento”. In questo senso, l’auspicio è che “i responsabili dell’industria dei media formino ed incoraggino gli operatori del settore a salvaguardare il bene comune, a sostenere la verità, a proteggere la dignità umana individuale e a promuovere il rispetto per le necessità della famiglia”. “E’ perversione ogni tendenza a produrre programmi, compresi film d’animazione e videogames, che in nome del divertimento esaltano la violenza, riflettono comportamenti anti-sociali o volgarizzano la sessualità umana”.
Non sono parole infarcite da una moralità cristiana – come a qualcuno piacerebbe polemizzare. L’appello del Santo Padre alla responsabilità civica dei media, è l’appello che ogni genitore – io per prima come mamma – deve saper cogliere affinché, all’insegna di un giusto pluralismo mediatico, si sappiano scegliere gli strumenti più leciti ed idonei ad una serena crescita dei nostri figli.
Chiamiamola infoetica, chiamiamola etica giornalistica, chiamiamola responsabilità sociale dei media, chiamiamola coscienza professionale. Il concetto è che il quarto potere non deve sconfinare fino a condizionare negativamente la crescita dei nostri ragazzi. In fondo, se si chiamano media, è perché devono soprattutto mediare i loro significati a seconda della comunità di utenti. Oggi la politica, il parlamento sono qui per ascoltare.Devono recepire suggerimenti e spunti per mettersi al servizio degli operatori dei mass media ed eventualmente elaborare dei provvedimenti condivisi per evitare che i media stessi diventino il megafono di idee e visioni della realtà spesso fuorvianti.
La responsabilità sociale dei media
Posso vedere i cartoni? Mi compri le figurine? Posso giocare con la play? Mi prendi un fumetto? Posso navigare? Quante volte i genitori di tutto il mondo si sono sentiti rivolgere queste domande e quante volte la risposta e stata un sì, accompagnata, come ovvio, dalla raccomandazione di finire i compiti o di non stare troppo davanti allo schermo. Non basta, però, accontentarsi di un generico invito a preservare la vista e lo studio, è dovere d’ogni genitore accertarsi di cosa vede o legge, il proprio figlio. Benedetto XVI, dall’alto del suo magistero religioso e morale, è intervenuto sulla questione rilevando come i mezzi di comunicazione di massa, oltre a dare un apporto positivo alla comprensioni tra i popoli ed alla democrazia: ” Non manca, purtroppo, il rischio che essi si trasformino invece in sistemi volti a sottomettere l’uomo a logiche dettate dagli interessi dominati del momento. È’ il caso di una comunicazione usata per fini ideologici o per la collocazione di prodotti di consumo mediante una pubblicità ossessiva. Con il pretesto di rappresentare la realtà, di fatto si tende a legittimare o ad imporre modelli distorti di vita personale, famigliare o sociale. Inoltre per favorire gli ascolti…non si esita a ricorrere alla trasgressione, alla volgarità, e alla violenza., inoltre vengono proposti e sostenuti modelli di sviluppo che aumentano senza ridurre il divario tecnologico tra paesi ricchi e quelli poveri.”
Una lucida e spietata analisi che non ha bisogno d’ulteriori commenti.
Qualche utile idiota, però, sostiene, il Papa è il Capo di uno Stato estero, dunque non ha titolo per intervenire sulle questioni italiane: è una stupidaggine siderale, dunque, conviene raccogliere e rilanciare le parole di Sua Santità, soprattutto per costringere ognuno a riflettere sulle proprie responsabilità.
Primi, fra tutti, i genitori, me compresa. Non possiamo cavarcela con qualche sbirciata o con qualche generico richiamo, l’impegno all’educazioni dei figli deve essere una costante, non una variante umorale. Senza evocare un clima da caserma (sono figlia di un soldato) e sapendo che ognuno ha i guai suoi, in casa ci deve essere quel “rigore dolce” che indichi quali i diritti e quali i doveri, quale la vita reale e quale la fantasia. Questo non ci mette al riparo da nulla, ma figuratevi non farlo! La scuola è un altro luogo determinante per l’educazione all’uso dei mezzi di comunicazione.
In alcune scuole, già nei primissimi anni dell’apprendimento, si è introdotto l’uso del computer, un iniziativa che introduce ad un uso intelligente del mezzo. Nessuno s’illuda, però, che questo basti!State tranquilli, si fa per dire, i nostri figli sono in grado di navigare ovunque. A questo punto, inevitabilmente, s’introduce la responsabilità sociale dei mezzi di comunicazione. Siamo e saremo sempre di più, se mi passate l’espressione, in una “democrazia digitalizzata”, quindi dobbiamo saper conciliare il diritto sacrosanto ed inviolabile della libertà di parola, di pensiero e ovviamente d’immagine, con quello della salvaguardia dei valori e dei modelli di vita cui faceva riferimento il Papa.
Da questo sforzo di “conciliazione” non possono esimersi gli stessi operatori dell’informazione e dell’intrattenimento. Sono convinta che la globalizazzione, il mercato mondiale, le esigenze di competitive dell’impresa, non possono essere né sottovalute o ignorate, ma, tutti dobbiamo darci dei criteri, un codice (d’autoregolamentazione per le imprese), condiviso e fruibile. Non ho ricette in tasca, ne immagino forme di censura preventiva, ma quando vedo, come ho visto, dei videogiochi con tanto di schizzo di sangue sullo schermo, reality show che di reale non ha neanche i nomi dei protagonisti, ma in compenso un’esasperata quanto inutile esibizioni d’amplessi, porno cartoons, manifesti pubblicitari con espliciti richiami sessuali, variamente orientati, ecco a questo punto è il caso di fermarsi e porsi qualche domanda.Per questo motivo ho promosso insieme alla vicepresidenza della Commissione Parlamentare per l’infanzia con l’onorevole Tancrini un incontro che ha per tema proprio la responsabilità sociale dei media per cercare insieme a tutti coloro che producono contenuti,idee per essere comunicatori responsabili.
(Per una responsabilità sociale nei media e nello show-business,Sala della Mercede,via della Mercede 55,ore 10,30 ROMA )






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